Sardegna. Botta e risposta tra Aias e Regione su crediti e mancato pagamento degli stipendi

Sardegna. Botta e risposta tra Aias e Regione su crediti e mancato pagamento degli stipendi

Sardegna. Botta e risposta tra Aias e Regione su crediti e mancato pagamento degli stipendi
Il direttore amministrativo dell'associazione, Vittorio Randazzo, audito in commissione Sanità del Consiglio, ha spiegato che l'Aias vanta un credito verso le Asl e la Regione di oltre 30 milioni di euro. “Somme che consentirebbero di recuperare tutti gli stipendi arretrati". Ma l’assessorato replica: “I contenzioni non possono bloccare il pagamento degli stipendi”.

L'Aias vanta un credito verso le Asl e la Regione di oltre 30 milioni di euro, tra crediti correnti ed arretrati. E' quanto ha riferito il direttore amministrativo dell'associazione, Vittorio Randazzo, durante un'audizione dei vertici dell'associazione in Commissione Sanità.

"Da dicembre scorso – ha spiegato Randazzo, secondo quanto riferito dall’Ansa – non ci è stata accreditata nessuna somma spettante per le prestazioni fornite. Ciò mantiene in essere dei crediti correnti di 2 milioni e mezzo di euro per l'anno 2015 e 9 milioni e mezzo per il 2016. A seguito di una recente sentenza del Tribunale di Sassari riguardante i crediti verso la vecchia Usl di Alghero, in capo quindi alla Regione – ha spiegato – l'Aias ha ottenuto il riconoscimento esecutivo della somma di 2 milioni e seicento mila euro, a cui si aggiungono interessi convenzionali per altri 5 milioni e 600 mila euro. Per questo è stato chiesto al Presidente della Regione Pigliaru un incontro per un eventuale transazione delle somme dovute, rimasta per ora senza risposta. Somme, quest'ultime, che consentirebbero di recuperare tutti gli stipendi arretrati".

Il direttore dell'Aias (42 strutture sul territorio regionale, circa 1000 dipendenti), spiega poi l’Ansa, “nel ribadire alla commissione la volontà dell'azienda di ripristinare un quadro complessivo di relazioni corrette con la Regione e le Asl, ha manifestato anche la disponibilità a risolvere attraverso una transazione sia un vecchio contenzioso (arrivato a sentenza) con le disciolte Usl con cui è stato riconosciuto un credito di 2,6 milioni oltre gli interessi, che uno più recente e relativo alle Rsa (Residenze sanitarie assistite), ancora aperto e con una udienza fissata per il prossimo 8 giugno. La Commissione ha quindi deciso di acquisire in tempi brevissimi tutti gli elementi conoscitivi necessari, come ha sintetizzato il presidente Perra, "per arrivare ad una soluzione concreta nell'interesse dei lavoratori e dei pazienti".

Alle dichiarazioni dei vertici dell’Aias ha replicato l’assessorato alla Sanità con una nota. “L'Assessorato della Sanità – si legge nella nota – non è mai venuto meno agli impegni assunti con l'Aias e ha sollecitato le Asl a pagare quanto dovuto per prestazioni effettuate nelle strutture dell'associazione. I ritardi lamentati dall'Aias, come da altri fornitori, sono stati causati dall'approvazione della manovra finanziaria a fine marzo e dalla sua entrata in vigore a metà aprile, con la pubblicazione: come accaduto con gli altri erogatori, anche all'Aias verranno pagate le fatture presentate. Per quanto riguarda i presunti crediti vantati, sono gli Uffici legali che seguono la vicenda: l'Assessorato non ha mai detto che le somme cui fa riferimento l'Aias, se dovute, non debbano essere pagate. Risulta invece che nella causa contro la gestione liquidatoria della Usl di Alghero, i giudici abbiano, nel merito, negato l’esistenza da parte dell’Aias di titoli di credito per prestazioni effettuate. Quanto all’art.1676 del Codice Civile, contestato dai vertici dell’Associazione con un ricorso ai giudici amministrativi, il Consiglio di Stato ha stabilito che questo è lecito e utilizzabile a tutela dei lavoratori”.

“Tutto ciò premesso – evidenzia l’assessorato -, i contenziosi in corso con la Regione non possono essere utilizzati per non pagare gli stipendi e non possono essere i dipendenti a rimetterci. Negli anni, anche a fronte di pagamenti costanti e regolari, mensilità e tredicesime sono saltate immotivatamente”.

26 Maggio 2016

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