Sulla scorta dell’evoluzione dell’assistenza dettata tra l’altro dalla legge sulla farmacia dei servizi, nasce la Commissione ordinistica Medici-Farmacisti di Brescia, composta da esponenti dell’Ordine dei Medici e dell’Ordine dei Farmacisti: Raffaello Mancini, presidente dell’Ordine dei Medici, Bruno Platto, Ovidio Brignoli e il professor Cesare Proto, per la componente medica, Francesco Rastrelli, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Brescia, Alberto Ferro, Elena Albini e Clara Mottinelli per la componente farmacistica.
Ad oggi il termine “collaborazione” è la chiave di volta per rendere possibile qualsivoglia cambiamento: medici e farmacisti si impegnano dunque a promuovere contenuti e dinamiche volti a favorire maggiore cooperazione fra i diversi attori del processo sanitario, in un’ottica d’ascolto e miglioramento dell’adesione ai percorsi diagnostico-terapautico-sanitari e delle prestazioni a favore dei pazienti, interlocutori privilegiati al centro di un contesto aperto al cambiamento.
Ad ognuno il proprio ruolo, la propria competenza, ed a tutti la possibilità di offrire le proprie conoscenze a favore degli altri e di poterne ricevere altrettante. Questo è di fondamentale importanza, soprattutto oggi, in uno scenario globalizzato all’interno del quale medici e farmacisti non possono porsi in una posizione di autosufficienza e di indifferenza rispetto al contesto ambiente e a chi opera con essi.
Gli incontri hanno permesso ai componenti della Commissione di analizzare come il settore farmaceutico, da anni, stia evolvendo verso una sempre maggiore interazione con l’utenza.
I farmacisti della provincia di Brescia, a conferma di questa tendenza, sono impegnati nell’esercizio di una professione più moderna e più rispondente ai bisogni dei cittadini ed alle esigenze delle istituzioni. Queste nuove iniziative sposano sia i contenuti del D. Lgs. 153/2009 sulla farmacia dei servizi sia i successivi decreti attuativi dedicati alle prestazioni erogabili nelle farmacie. Tali nuovi servizi concernono l’assistenza domiciliare integrata a favore dei pazienti; l’aderenza terapeutica, mediante iniziative volte a garantire il corretto utilizzo dei medicinali; i servizi di primo livello, per mezzo di programmi di educazione sanitaria e di campagne di prevenzione; i servizi di secondo livello e l’analisi di prima istanza, anche avvalendosi di personale infermieristico; le prenotazioni di visite ed esami.
La forza del progetto della farmacia, centro socio-sanitario polifunzionale dei servizi, mirata a garantire la continuità assistenziale Ospedale/Territorio ed a migliorare sempre di più la continuità terapeutica Medico/Paziente, è tale da aver immediatamente coinvolto quelli che sono i nostri partner, a cominciare dai medici e dagli operatori sanitari in generale.
Il farmacista, in virtù delle conoscenze e competenze in materia farmacologica e tecnica farmaceutica, acquisite durante il percorso formativo e nell’esercizio dell’attività professionale, “mette a disposizione dei pazienti e dei colleghi il frutto delle proprie esperienze tecnico- scientifiche” (come da codice deontologico), affiancandosi, nel rispetto degli specifici ambiti di attività riconosciuti dalla legge, al medico di medicina generale e al pediatra di libera scelta, garantendo il corretto impiego dei farmaci da parte dei cittadini e monitorando l’efficacia della terapia prescritta.
Diventa importante che il farmacista, in collaborazione con il medico, partecipi alla realizzazione dei programmi di educazione sanitaria e di campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale, rivolti alla popolazione generale ed ai gruppi a rischio, realizzati anche a livello locale, ricorrendo a modalità di informazione adeguate e,ove necessario, previa formazione dei professionisti che vi operano.
È altresì importante seguire con continuità i pazienti in certi casi, in particolare nella dispensazione dei trattamenti ai bambini più piccoli ed alle persone anziane, nell’avvio e nelle modifiche dei trattamenti cronici, nelle malattie di lunga durata ed in generale nei pazienti che presentano bisogni assistenziali complessi.
La sfida fondamentale è quella di garantire l’uso razionale dei farmaci: i pazienti devono cioè ricevere cure appropriate alle loro esigenze mediche, secondo dosi adeguate alle loro necessità individuali e con i costi più bassi per loro e per la comunità in cui vivono. Secondo le rilevazioni dell’Oms, infatti, più della metà dei pazienti non assume correttamente i farmaci prescritti.
Diventa quindi rilevante collaborare e partecipare a tutti gli interventi a favore della salute ed alla gestione dei medicinali, considerati componenti chiave di un sistema di tutela accessibile, sostenibile, disponibile ed equo, capace di assicurare l’efficacia e la sicurezza. Affinché ciò si realizzi, i ruoli del farmacista e del medico vanno ridefiniti in un’ottica di miglioramento della qualità delle prestazioni a prezzi più bassi. I professionisti devono investire sul futuro rendendosi sempre più indispensabili per il Servizio Sanitario Nazionale, che avrà, nel corso degli anni, sempre meno soldi da spendere.
Siamo di fronte ad una stewarship dell’innovazione, intesa come “la possibilità d’esprimere il nostro potenziale nel presente, lasciando uguali o migliori opportunità per le generazioni future di esprimere le proprie capacità”. Si tratta quindi di combinare il “meglio del vecchio” con il “meglio del nuovo”, sviluppando pratiche innovative socialmente responsabili.
Occorre che la sanità italiana non continui ad essere ospedalocentrica, devono crearsi percorsi diagnostici, terapeutici, assistenziali e riabilitativi condivisi sul territorio. La chiave è proprio la riforma delle cure primarie e un rafforzamento della sanità territoriale, di cui Medici e Farmacisti rappresentano uno dei soggetti fondamentali. La nascita di questa nuova sanità è una necessità imposta dalla riorganizzazione dell’assistenza sul territorio, e una risposta alla crescente richiesta di prestazioni sociosanitarie dovuta all’invecchiamento della popolazione ed alla più rapida deospedalizzazione.
In tempi in cui l’accesso al farmaco è più ampio e diffuso e le dinamiche demografiche rendono sempre più esteso il fenomeno della cosiddetta “politerapia”, crescono anche le esigenze ed i bisogni dell’utenza. Emerge un nuovo modo di intendere la sanità ed i suoi protagonisti, che oggi più che mai sentono la necessità di abbandonare posizioni solipsistiche a favore di una stretta collaborazione.
Il lavoro della Commissione ordinistica evidenzia come Brescia sia una provincia che “gode di buona salute”. Una salute che deriva anche e soprattutto dallo sforzo delle numerose figure sanitarie che mirano a potenziare la rete di collaborazione e continuità fra ospedale-territorio, strategia vincente per autonomizzare e responsabilizzare i cittadini e snellire presidi ospedalieri. La nostra provincia riconferma la sua leadership ed una posizione avanzata a livello nazionale, una propensione ad emergere anche in questo contesto, nell’ottica di una continua ricerca di miglioramento, al fine di offrire il suo contributo professionale alla sanità ed alla società.
Francesco Rastrelli
Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Brescia