Accordo precari sanità. Le ragioni di Cisl Fp e Uil Fpl: “Ecco perché non abbiamo firmato”

Accordo precari sanità. Le ragioni di Cisl Fp e Uil Fpl: “Ecco perché non abbiamo firmato”

Accordo precari sanità. Le ragioni di Cisl Fp e Uil Fpl: “Ecco perché non abbiamo firmato”
“Un accordo che non contiene alcuna garanzia per il personale precario che già oggi assicura i servizi sanitari”. Cisl-Fp e Uil-Fpl respingono così il Protocollo d’intesa proposto dalla Regione. Un accordo definito “al ribasso” da Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali delle due federazioni.

“Un accordo che non contiene alcuna garanzia per il personale precario che già oggi assicura i servizi sanitari”. Cisl-Fp e Uil-Fpl respingono così il Protocollo d’intesa proposto dalla Regione Lazio.
 
Un accordo “al ribasso”, sottolineano Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali delle due federazioni, teoricamente diretto a stabilizzare il personale precario che non possiede i requisiti del DPCM 6 marzo 2015 ma per il quale, aggiungono, “ancor oggi non sono partite – benché a più riprese annunciate – le procedure di stabilizzazione relative al triennio 2016/2018”.
 
Le ragioni per le quali Cisl-Fp e Uil-Fpl non hanno firmato il protocollo sono strettamente connesse alla esclusione dalla garanzia di riserva previsto nella finanziaria per l'anno 2016 – il 50% dei posti che verranno messi a concorso -, del personale che da numerosi anni opera all'interno delle Aziende Sanitarie del Lazio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile, i cosiddetti "contratti atipici”.
 
“Il protocollo ricomprende sicuramente tutto il personale medico, forse poche decine di tempi determinati dell'ultima ora afferenti al comparto, ma esclude purtroppo le migliaia di lavoratori che da oltre 10 anni operano nel Ssr e che, se non ricomprese nel protocollo, non avrà alcuna garanzia, o meglio riserva, nei concorsi che si andranno a bandire entro il corrente anno”, spiegano.
 
“Riteniamo tutto ciò in totale controtendenza rispetto alle pubbliche dichiarazioni istituzionali di dare massima garanzia a tutto il personale cosiddetto precario. Plaudiamo alla decisione regionale di esercitare una facoltà che una legge sbagliata le concede, ma non possiamo sottoscrivere un protocollo che non tiene conto, rispetto al resto d'Italia, della grande anomalia de Lazio che ha derogato al blocco del turnover degli ultimi 10 anni precarizzando migliaia di professionisti della sanità (infermieri, tecnici, ostetriche, terapisti, etc ). Infatti in questa regione con il placet delle varie giunte susseguitesi nel tempo, si è proceduto alla assunzione per il tramite di discutibili strumenti di reclutamento (lavoro somministrato, esternalizzazione a cooperative etc.), di personale al quale tale protocollo non riconosce poi i medesimi diritti alla stabilizzazione. La Cisl e la Uil – conclude la nota – non sono d'accordo e non sottoscrivono accordi che creano diseguaglianze”.

26 Giugno 2016

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