Siracusa. Omceo al Consiglio comunale: “Si faccia presto a scegliere il sito per il nuovo ospedale”

Siracusa. Omceo al Consiglio comunale: “Si faccia presto a scegliere il sito per il nuovo ospedale”

Siracusa. Omceo al Consiglio comunale: “Si faccia presto a scegliere il sito per il nuovo ospedale”
Il rischio di un prolungato ritardo, avverte il presidente dell’Ordine dei Medici di Siracusa, Anselmo Madeddu, è che “si perda il finanziamento che lo Stato ha finalmente stanziato per il nuovo nosocomio cittadino, da così tanti anni atteso dalla gente. Prevalga il bene comune, si scelga con la massima tempestività”.

“Le sorti della Salute di questa nostra terra sono argomenti della massima importanza e l’Ordine dei Medici di Siracusa non può non prendere posizione sulle vicende relative ai ritardi nella scelta del sito per il nuovo ospedale. Oggi il rischio che si corre è quello di perdere il finanziamento che lo Stato ha finalmente stanziato per il nuovo nosocomio cittadino, da così tanti anni atteso dalla gente. Un ospedale di grande respiro che, assicurando l’emergenza sull’intero territorio provinciale, si pensi ad esempio all’emodinamica e alla rete per l’infarto, deve essere “pensato” per l’intera provincia e non solo per la città capoluogo”. E’ quanto afferma il presidente dell’Ordine dei Medici di Siracusa Anselmo Madeddu, che chiede al Consiglio comunale di stringere i tempi per la scelta del sito dove dovrà sorgere la nuova struttura.

“Il direttore generale dell’Asp di Siracusa ha già chiarito come non sia possibile mortificare le attese dei cittadini allocando un ospedale di tale portata negli angusti spazi dell’ex ONP. Dunque, oggi, l’intera classe medica della provincia di Siracusa chiede al Consiglio comunale la massima tempestività nella scelta, al fine di evitare che si possa perdere il finanziamento previsto dallo Stato. Siamo certi che questo accorato appello non potrà che essere accolto da amministratori sensibili che hanno a cuore il bene della città”.

Il presidente dell’Omceo di Siracusa ricorda, quindi, come “nel volume sulla storia della Sanità nella nostra provincia, che l’Ordine dei Medici ha di recente presentato, siamo andati a recuperare diversi episodi da cui è possibile trarre messaggi importanti. A tal proposito ci piace ricordarne uno, in particolare, che si distingue su tutti per la grande lezione etica che vi è dentro. Si tratta di una straordinaria vicenda che abbiamo scovato tra le antiche pagine ingiallite degli Atti del Senato Siracusano presso l’Archivio di Stato. E’ un documento redatto in uno stupendo volgare siciliano cinquecentesco. Siamo, infatti, nel 1520, esattamente il 30 novembre, ed i Senatori Siracusani sono riuniti al Castello Maniace per decidere, allora come ora, le sorti della Sanità siracusana. La regina Germana di Foix aveva deciso di nominare alla guida del Protomedicato (la più importante organizzazione sanitaria del passato) un giovane inesperto e incapace, ma “raccomandatissimo”, come si direbbe oggi. La città – racconta Madeddu – era allora divisa tra opposte fazioni politiche e dilaniata da laceranti lotte intestine. Ma la “Salute” dei cittadini era qualcosa di troppo importante e non ammetteva deroghe al senso civico. E così avviene il miracolo. Il Senato Siracusano si compatta e con una audacia inconsueta si oppone al volere della regina in nome della ‘Salute’ della città. E la regina si arrende”.

“Questo documento – conclude Madeddu -, rubato alla polvere e all’oblio, ci dà occasione di riflettere sulla stupenda lezione di senso civico che i nostri antichi padri ci seppero allora dare con grande umiltà, e di cui oggi ci sarebbe tanto bisogno, quando pretesero dalla regina il massimo rigore nelle nomine in Sanità, perché ci sarebbe andato di mezzo quello che veniva allora percepito come il bene comune e supremo da tutelare al di sopra ogni egoistico interesse economico politico e di parte: … ‘la saluti et beneficiu di quista chitati’! Ebbene, che si prenda esempio oggi dai nostri antichi padri, che prevalga insomma il senso civico, e che ci si compatti dunque in nome dei valori comuni e supremi da tutelare, ancora una volta, per il bene dei cittadini, al di là di qualunque altro legittimo interesse: ‘la Salute e il Beneficio di questa nostra amata Città’”.

22 Luglio 2016

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