Fimeuc: “Bene le risorse e le assunzioni. Ma 3000 medici in più sono una goccia nel mare”

Fimeuc: “Bene le risorse e le assunzioni. Ma 3000 medici in più sono una goccia nel mare”

Fimeuc: “Bene le risorse e le assunzioni. Ma 3000 medici in più sono una goccia nel mare”

Gentile direttore,
non si può che  accogliere con entusiasmo una manovra che prevede  un aumento di due miliardi  del Fondo Sanitario Nazionale e settemila assunzioni (4 mila infermieri e 3000 medici), che si spera  al di là del fabbisogno legato al blocco del turnover (solo in Campania servirebbero 7000 assunzioni), al di là di quelle stabilizzazioni o assunzioni per il rispetto della normativa sull'orario di lavoro già previste nella precedente legge di stabilità e non ancora realizzate completamente.
 
Aspettando  comunque tutti i particolari e la approvazione da parte della Comunità Europea, la Federazione che rappresento,  ribadendo l'entusiasmo, vuole esprime qualche perplessità ricordando altri numeri  oltre quelli della manovra:
a) nell'anno 2013 risultano attivi circa 354.553 medici ( Fonte ENPAM)
b) nel 2014 i medici del SSN oltre i 55/60/65 anni di età sono 112.742 ( Fonte Ragioneria dello Stato)
c) nel 2011 i medici di medicina generale con più di 30 anni di laurea e/o servizio sono il 50% (Fonte Ministero della Salute) 
i) servono 6000 medici per sostituire i cessati del 2012-2014 (dati dell'Intersindacale)
l) servono 6000 medici per  assicurare una assistenza senza infrangere la legge 161 sui riposi (dati dell'Intersindacale)
h) ci sono ancora  7000 medici precari a TD da stabilizzare e 6000 con contratti atipici (dati dell'Intersindacale)
f) per il 2025 è calcolato che potrebbero mancare all'appello 55.169 medici specialisti, una carenza pari al 40% dell'intera categoria oggi a lavoro (dati del Sumai-Assoprof)
g) per il 2015 andranno contemporaneamente in pensione circa il 60% dei 65.000 medici di medicina generale (dati del Sumai-Assoprof)
e) nel 2017-2020 ci saranno circa 20.000 medici in meno, circa 7000 pensionamenti/anno, (dati dell'Intersindacale)
 
La Fimeuc,  alla luce di questi dati,   chiede  uno sforzo che vada oltre gli interventi estemporanei necessari ed indispensabili per tamponare le falle, che tenga conto del fatto che:
1) servono in media 5- 6 anni di corso laurea + 4-5 anni di un corso di specializzazione per formare uno specialista,
2) servono in media  5-6 anni di corso laurea + 3 anni di un corso di formazione regionale  per formare un medico di medicina generale,
3) che dal 1992  è in vigore il numero chiuso per l'accesso alle specialità mediche  e dal 1999 il numero chiuso per l'accesso alla facoltà di Medicina,
4)  che  dal 2013 il numero di posti per l'accesso alla facoltà di medicina è in diminuzione e  sempre inferiore a quello richiesto dalle regioni e non supera i 9000 posti/anno
5) che forse solo dal prossimo anno  le borse di studio per le specialità saranno 6000, alle quali  in genere si aggiungono 500 ulteriori borse regionali,
6) che in media ogni anno  la scuola di formazione in medicina generale licenzia meno di 1000 medici
 
Alla luce di questi numeri, pur apprezzando l'intera manovra, è chiaro che i 3000 medici  saranno solo una goccia nell'oceano e che in questo scenario  i cittadini e gli operatori della sanità vedono allontanarsi  la realizzazione di quanto contenuto nel Patto della Salute riguardo le AFT, UCCP, le OBI e Medicine d'Urgenza  e non possono che percepire la proposta dell' H16 come il risultato di tale  mancanza di risorse. Un vero reclutamento quindi non può che passare attraverso un aumento dei posti per l'accesso alla facoltà di medicina e alle specialità tale da fare fronte ad un avvicendamento continuo, prevedendo anche nei tempi di riforme e cambiamento, vedi Patto della Salute, un adeguamento.
 
La Fimeuc riguardo al numero di specialisti  dell'emergenza da formare chiede  che si tenga conto, non solo dei dati qui raccolti ma, anche della necessità di  realizzare il medico unico della emergenza,  da reclutare attraverso procedura concorsuale per l' accesso alla dirigenza medica,  che potrà svolgere la sua attività  nelle Unità Operative  che afferiscono al dipartimento monospecialistico dell'emergenza di area vasta, anche interaziendale,   quali CO, mezzi di soccorso avanzato, PS-OBI e Medicina di Emergenza-Urgenza-semintensiva.


 


Rimane la necessità, accanto a tale futuro, di gestire le carenze e le diversità formative, contrattuali e di reclutamento del passato-presente attraverso una riduzione delle affinità e dell'equipollenze, ormai troppo lontane dalle competenze conferite dalla nuova specialità, la valorizzazione del  curriculum formativo e degli anni di servizio nel settore e la realizzazione del  passaggio alla dipendenza  degli ultimi convenzionati dell' emergenza preospedaliera.  
 
Dott.ssa Giovanna Esposito
Presidente Fimeuc

20 Ottobre 2016

© Riproduzione riservata

Che cosa definisce un atto medico scientifico?
Che cosa definisce un atto medico scientifico?

Gentile direttore,la medicina moderna si fonda su un principio metodologico fondamentale: gli interventi clinici devono essere sostenuti dalle migliori evidenze disponibili, tali da consentire di stabilire un rapporto plausibile tra...

La programmazione delle Case e degli Ospedali di Comunità: evitiamo il “fai da te” delle Regioni
La programmazione delle Case e degli Ospedali di Comunità: evitiamo il “fai da te” delle Regioni

Gentile Direttore, in questi giorni c’è un ampio dibattito sul significato da dare ai numeri sulle strutture del PNRR, Case della Comunità e Ospedali di Comunità, effettivamente aperte in tempo...

The Nursing Forum: tredici società scientifiche firmano il Position Paper per una nuova fase della professione infermieristica
The Nursing Forum: tredici società scientifiche firmano il Position Paper per una nuova fase della professione infermieristica

Gentile Direttore,La pubblicazione del decreto ministeriale che ha istituito i nuovi percorsi di Laurea Magistrale a indirizzo clinico rappresenta uno dei passaggi più significativi nel recente sviluppo della professione infermieristica....

Piano nazionale per l’economia sociale: la funzione sociale non dipende dalla forma giuridica ma dal servizio reso
Piano nazionale per l’economia sociale: la funzione sociale non dipende dalla forma giuridica ma dal servizio reso

Gentile Direttore,il Piano nazionale per l'economia sociale rappresenta un passaggio importante. Lo è sul piano culturale prima ancora che normativo, perché riconosce il valore di un'economia capace di produrre non...