Caro Renzi, sono una dottoressa siciliana precaria da 10 anni

Caro Renzi, sono una dottoressa siciliana precaria da 10 anni

Caro Renzi, sono una dottoressa siciliana precaria da 10 anni
Caro presidente, le sue dichiarazioni di questi giorni possono farci sognare un'Italia migliore, ma l’analisi della realtà ci dice che in questo paese qualcosa non va per il verso giusto e che sia ormai  “scaduto” il tempo degli annunci, è il momento dei fatti affinché si voglia davvero che si cambi, “Perché molto deve cambiare”.

Buongiorno presidente del Governo, buongiorno Matteo Renzi,
chi Le scrive è una medico siciliano, UNA della sua generazione, UNA di quelle tante “intelligenze” che questo Paese ha formato e sulle quali ha investito notevoli risorse.

Una che, come tanti altri della mia età, ha scelto di restare nella sua terra per dare un contributo di conoscenza e professionalità in un settore importante quale è la sanità: per curare le persone, in una regione, assediata dalla mafia, dalla crisi economica e dove i diritti, spesso, sono privilegi.
In una isola che è la prima linea dell'accoglienza per migliaia di migranti e rifugiati delle zone di guerra e di carestie.

La sanità è il biglietto da visita di un Paese sano e democratico e la Sicilia, invece, è la rappresentazione di un fallimento, dove le molte primavere di cambiamento, si sono piegate al "cambiare tutto, per non cambiare niente".

La prova di una di queste sconfitte è il destino mio e di altre mille medici che lavorano con un contratto a tempo determinato da più di dieci anni, a “scadenza”, come una merce che va avariandosi, a scapito del nostro futuro, ma anche e soprattutto della qualità stessa dei servizi che offriamo nei cittadini nei pronto soccorso, nelle corsie degli ospedali, negli ambulatori sul territorio, sulle ambulanze.
 
Lei, anzi tu, Matteo, perché siamo quasi coetanei, hai affermato che non ci saranno più tagli, anzi….ebbene quando oggi sarai a Palermo, invece di una promessa, dacci una certezza: che davvero vengano stabilizzati medici che garantiscono i livelli essenziali di assistenza, e che vengono confermati/precarizzati di semestre in semestre, di anno in anno, da dieci lunghi anni.

Non si possono  garantire servizi di assistenza adeguati con una condizione temporale,  che come una scure minaccia quotidianamente la serenità esistenziale e professionale di chi lavora.

Realizzo con amarezza  che  a 41 anni , una Laurea in Medicina ed una Specializzazione mi trovo a fare i conti  con il mio lavoro, quotidianamente, e con passione in una sanità ormai diventata il fantasma di quella che era prima, cioè accessibile ed equa per tutti!
Lavoriamo in una realtà dove  i vari decreti “salva spesa” non fanno altro che depotenziare e ridurre l’assistenza facendola diventare  sempre più un bene di “lusso” e per pochi! Una Regione in cui  una vera programmazione sanitaria non esiste, perché una programmazione seria non può fondarsi sul lavoro precario, a “scadenza”.

Non si può decidere, per far “quadrare” i numeri, di chiudere gli ospedali, senza che prima sia stata prevista una alternativa.

In questa isola si chiude, ma gli sprechi rimangono. Grottesco, appunto, cambiare tutto per non cambiare niente.
 
Caro presidente, Le sue dichiarazioni di questi giorni possono farci sognare un'Italia migliore, ma l’analisi della realtà ci dice che in questo paese qualcosa non va per il verso giusto e che sia ormai  “scaduto” il tempo degli annunci, è il momento dei fatti affinché si voglia davvero che si cambi, "PERCHÈ MOLTO DEVE CAMBIARE”!
 
Con perseverante speranza e rabbia
 
Emiliana Sanfilippo
Medico (precario da oltre 10 anni)
Responsabile nazionale del Coordinamento precari dello Smi 

Emiliana Sanfilippo (Smi)

21 Ottobre 2016

© Riproduzione riservata

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta
Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

Si è riaperto oggi il confronto tra Aran e sindacati per il rinnovo del contratto della dirigenza dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027. Sul tavolo è arrivata una nuova bozza...

Chimici e Fisici contro il decreto sulle competenze dei biologi: “Testo da correggere, troppa incertezza sui confini professionali”
Chimici e Fisici contro il decreto sulle competenze dei biologi: “Testo da correggere, troppa incertezza sui confini professionali”

Non una disputa tra Ordini professionali, ma una questione di certezza delle competenze, qualità delle prestazioni e tutela dei cittadini. È la posizione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici...

Odontoiatria. Cao: “Tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN”
Odontoiatria. Cao: “Tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN”

Tariffe che non tengano conto dei costi necessari a garantire qualità e sicurezza delle prestazioni odontoiatriche rischiano di ridurre l’offerta nel Servizio sanitario nazionale, rendendo più difficile l’accesso alle cure...

Contratto Ricerca Sanità 2025-2027. Al via all’Aran la trattativa. Fials: “Stessi diritti e opportunità del resto del Ssn”
Contratto Ricerca Sanità 2025-2027. Al via all’Aran la trattativa. Fials: “Stessi diritti e opportunità del resto del Ssn”

Il primo punto sollevato dal sindacato riguarda proprio la condizione contrattuale del personale della ricerca. Nonostante gli incrementi economici previsti dal CCNL Sanità 2022-2024, i lavoratori della ricerca sanitaria non...