Formazione medicina generale. Medici europei: “Sì alla specializzazione in Italia. In Europa c’é da tempo. Ma chi dirigerà le scuole di specialità?”

Formazione medicina generale. Medici europei: “Sì alla specializzazione in Italia. In Europa c’é da tempo. Ma chi dirigerà le scuole di specialità?”

Formazione medicina generale. Medici europei: “Sì alla specializzazione in Italia. In Europa c’é da tempo. Ma chi dirigerà le scuole di specialità?”
Oltre all’Italia poche altre nazioni europee non riconoscono ancora, al loro interno, la medicina generale come specialità. Bene, quindi, creare in Italia la specializzazione. C'è però un problema: non vi è nazione in Europa dove non esistano cattedre universitarie di Medicina Generale dirette da medici di medicina generale. Ma da noi tutto questo non esiste. Sarebbe dunque opportuno aprire un tavolo tecnico come da proposta Fnomceo

Come Presidente dell’Unione Europea dei Medici di Medicina Generale non posso non salutare con soddisfazione la volontà politica di istituire la specializzazione in Medicina Generale. La UEMO sta infatti adoperandosi in Europa, con ragionevoli aspettative, per l’inclusione della Medicina Generale tra Specializzazioni elencate nell’allegato 5.1.3 della Direttiva sul mutuo riconoscimento dei titoli professionali.

Oltre all’Italia poche altre nazioni europee (Austria, Belgio e Regno Unito) non riconoscono ancora, al loro interno, la medicina generale come specialità. L’inclusione della medicina generale nell’allegato 5 della Direttiva non avrebbe ricadute dirette sulle singole realtà nazionali, ma costituirebbe un esempio virtuoso per le nazioni ritardatarie.
 
Bene, quindi, creare in Italia la specialità. I benefici più importanti saranno per il sistema sanitario, più ancora che per i medici di famiglia.
Benissimo adeguare le borse a quelle delle altre specialità: corregge un’ingiustizia.
 
L’emendamento però poco fa capire sulla futura strutturazione delle Scuole. L’articolo 46-septies è lapidario: “1. E' attivata almeno una scuola di specializzazione su base regionale in funzione delle disponibilità delle sedi universitarie… omissis… 3. La docenza è affidata nella misura di almeno il 50 per cento del totale a medici di medicina generale esercitanti l'attività convenzionata in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente.”
Quest’ultimo punto è un richiamo alle giustificate aspettative di chi ha insegnato finora nella Formazione Specifica, e può alimentare il consenso alla manovra.
 
Il vero problema non è chi insegnerà; ma chi dirigerà le Scuole di Specialità, figura che deve avere piena competenza su che cosa e come deve essere insegnato per formare un buon medico di famiglia, e da chi.

Tra gli attuali docenti universitari non c’è una figura adatta a questo compito. La medicina generale, come disciplina e come professione, ha un insieme di peculiarità (già riconosciute nella Direttiva Europea 457/86, istitutiva della Formazione Specifica) che ne fanno una specialità diversa dalla Medicina Interna e dall’Igiene/Medicina di Comunità, per citarne giusto due.
 
C’è poi un problema ancora più serio, che nel suo ambito fa dell’Italia la cenerentola tra le nazioni europee. Non c’è praticamente nazione in Europa dove non esistano cattedre universitarie di Medicina Generale dirette da medici di medicina generale. Anche il Regno Unito, che pure non la riconosce come specialità, ha in tutte le Università cattedre di Medicina generale con questa caratteristica. Questa figura avrebbe le competenze per dirigere la Scuola di Specialità. Ma da noi non esiste, o almeno non esiste ancora.
 
Opportuno quindi che, anche dopo eventuale approvazione dell’emendamento, si apra un tavolo tecnico come da proposta FNOMCeO. La fretta potrebbe essere cattiva consigliera.
 
Aldo Lupo
Presidente UEMO

Aldo Lupo (Uemo)

15 Novembre 2016

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