Il futuro del medico non è poi così a tinte fosche

Il futuro del medico non è poi così a tinte fosche

Il futuro del medico non è poi così a tinte fosche

Gentile direttore,
a proposito dell’articolo ‘Com’è cambiata la professione del medico. Le riflessioni di due internisti americani sul Nejm’non sono molto d'accordo con questa visione d'insieme dei 2 colleghi americani. E' un quadro a tinte fosche che non dà ragione allo sviluppo di tutta una nuova tecnologia strumentale che aiuta il medico e di riflesso il paziente nell'accertamento della diagnosi e quindi nella corretta cura. Chi scrive ha iniziato la propria attività ospedaliera all'inizio degli anni '70.
 
Non esistevano l'ecografia, la TAC, la RMN, la PET, il saturimetro, i monitor cardiaci (quando c'erano) erano analogici, la pressione arteriosa si misurava con manicotto gonfiabile a mano e il manometro non era sempre preciso, per non parlare della moltiplicazioni degli esami di Laboratorio e ricerche genetiche, e via ancora.
 
L'informatica applicata alle esigenze mediche ha permesso nuove e più accurate valutazioni d'insieme. Certo, le pratiche burocratiche sono aumentate, ma questo è anche indice di maggiore e più attenta cura nella stesura di una cartella clinica, mentre prima con le calligrafie dei medici le cartelle cliniche erano poco leggibili e incomplete.
 
Il "burn out" da stress ripetuto avviene tuttora, ma le cause vanno ricercate altrove: carenze di organico, riduzione posti letto, ricerca di efficienza piuttosto che di efficacia, pressioni sociali (salute tutta e subito), pressioni dalle direzioni amministrative, ecc., ecc.
 
Prima gli errori dei medici non erano evidenziati, adesso la tecnologia permette di non sbagliare e, se si sbaglia, l'errore è lì in bella evidenza.
 
Il rapporto umano medico-paziente, se lo si vuole veramente, lo si può mantenere senza perdersi in chiacchiere inutili davanti ad un computer, ma utilizzandolo per il tempo strettamente necessario.
 
Dott. Rosario Carulli
Anestesia e Rianimazione
Provincia di Bergamo

Rosario Carulli

03 Febbraio 2017

© Riproduzione riservata

Il miglior scudo penale per il medico? L’ascolto del paziente
Il miglior scudo penale per il medico? L’ascolto del paziente

Gentile Direttore,c'è una domanda che viene fatta frequentemente durante i corsi ECM e cioè: qual è il migliore scudo penale? Prevenire è meglio che curare, dice un noto aforisma di...

Pnrr e Adi, il paradosso della copertura senza cura. Un’occasione mancata per la cronicità e la non autosufficienza
Pnrr e Adi, il paradosso della copertura senza cura. Un’occasione mancata per la cronicità e la non autosufficienza

Gentile Direttore, l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) rappresentava uno dei pilastri strategici del PNRR per la riorganizzazione territoriale del Servizio Sanitario Nazionale. L’obiettivo era chiaro: spostare il baricentro dell’assistenza verso il...

Cup Lombardia. Pd: “Privati non aderiscono”. La Regione: “Disponibilità di tutti, procedure già avviate”
Cup Lombardia. Pd: “Privati non aderiscono”. La Regione: “Disponibilità di tutti, procedure già avviate”

Il Centro unico di prenotazione è fermo al palo, gli operatori privati della sanità lombarda non stanno aderendo. Lo denuncia il Pd Lombardia citando i numeri ufficiali forniti al Partito...

Trapianti. In Lombardia 9 donatori in 72 ore, speranza di vita per 16 pazienti
Trapianti. In Lombardia 9 donatori in 72 ore, speranza di vita per 16 pazienti

Attività operativa senza precedenti per la rete trapianti della Lombardia. Nel mese di marzo, il territorio regionale è stato teatro di uno sforzo corale che ha portato alla gestione di...