Diritto al riposo. Parlano i colleghi dell’infermiere a rischio sanzione

Diritto al riposo. Parlano i colleghi dell’infermiere a rischio sanzione

Diritto al riposo. Parlano i colleghi dell’infermiere a rischio sanzione

Gentile Direttore,
ci inseriamo nel dibattito scaturito dopo la lettera del Segretario territoriale del Nursind di Ancona Giuseppino Conti  sul procedimento disciplinare aperto dall’Azienda ospedaliera di Ancona, nei confronti di un infermiere della sala operatoria, per non essersi presentato al lavoro poche ore dopo avere lavorato per otto ore in un turno notturno.

Noi siamo gli infermieri di quel blocco operatorio e quell’infermiere è un nostro collega.
Siamo rimasti senza parole quando abbiamo saputo del procedimento disciplinare. Siamo sempre stati estremamente collaborativi fino a rinunciare, nei fatti, a molti nostri minimi diritti contrattuali. L’azienda conosce molto bene il sacrificio a cui ci sottopone e di cui, a fini di conoscenza, portiamo a conoscenza dei suoi lettori.

Gli orari di lavoro sono gestiti, senza entrare in particolari troppo dettagliati, sia per i turnisti che per i diurnisti con metodologie contabili che, in caso di qualunque assenza, fanno generare “debito orario”. Un giorno di malattia o di ferie, per fare un esempio, genera 33 minuti di orario da “rendere” all’azienda. Ecco che siamo costretti a fare ulteriori turni aggiuntivi o, comunque prestazioni di lavoro straordinario per recuperare l’orario solo contabilmente non svolto.

Quando la pronta disponibilità cade nel giorno festivo, nonostante le pronunce giurisprudenziali ben note ai suoi lettori, non ci viene concesso il riposo compensativo dovuto costringendoci a lavorare per due settimana continuative senza un giorno libero.

E’ difficile conciliare la vita privata con simili pressanti orari. Quando chiediamo un giorno di ferie non programmato la risposta ci viene comunicata solo il giorno prima nonostante l’ampio preavviso vanificando spesso la richiesta.

Tutto, nei nostri confronti, è rigido. Siamo l’unico personale a cui non viene riconosciuto un minimo di flessibilità di orario. Sui nostri diritti si pretende rigidità di applicazione, sui nostri doveri si pretende, invece, ampia flessibilità: equipe operatorie spesso sotto i minimi quantitativi, cambi sala su specialità chirurgiche non proprie (quindi con personale non sempre all’altezza), prolungamenti frequenti degli orari di lavoro oltre il programmato ecc.

Le nostre lamentele potrebbero continuare ma ci fermiamo qui. L’ottanta per cento di noi ha chiesto il trasferimento dalla sala operatoria a qualunque altra unità operativa dell’ospedale.

A fronte di questo disagio e di questo “clima organizzativo” ci saremmo attesi politiche aziendali mirate a migliorare lo stato di cose esistente. La realtà invece ci consegna il fatto di un nostro collega che, preavvertendo non si presenta dopo quattordici ore di lavoro, di cui otto notturne, al turno pomeridiano con l’azienda che risponde con un procedimento disciplinare.

Ci ha fatto molto piacere la solidarietà del dott. Oriano Mercante, Segretario regionale dell’Anaao-Assomed, in quanto anche i colleghi della dirigenza medica sono spesso sottoposti a condizioni lavorative spesso non più tollerabili.

Siamo amareggiati dell’apertura del procedimento disciplinare verso un nostro collega per avere soltanto chiesto di riposare dopo aver lavorato tutta la notte in un contesto delicato come una sala operatoria di una grande azienda ospedaliera.

Gli infermieri della sala operatoria dell’Azienda ospedaliera di Ancona

Infermieri sala operatoria AO di Ancona

10 Febbraio 2017

© Riproduzione riservata

Lo scenario macroeconomico 2026 e le policy della salute in Italia
Lo scenario macroeconomico 2026 e le policy della salute in Italia

Gentile Direttore, lo scenario macro internazionale è fortemente condizionato da crisi geopolitiche e dalle conseguenze di guerre in atto. Il tutto ha un impatto sul PIL dell’Italia e condiziona, ovvero,...

Dirigenti medici in servizio fino a 72 anni? C’è un errore nel Milleproroghe
Dirigenti medici in servizio fino a 72 anni? C’è un errore nel Milleproroghe

Gentile Direttore,nelle ultime settimane a grossi titoli è stato pubblicizzato in varie sedi la notizia che in virtù della legge n. 26 del 27-02-2026 (art. 5 comma 10 ter) i...

Il morbo K del Servizio Sanitario Nazionale: un mercato vero in un servizio finto
Il morbo K del Servizio Sanitario Nazionale: un mercato vero in un servizio finto

Gentile Direttoreil concetto di economia a “forma di K” (K-shaped) è stato introdotto dall’economista Peter Atwater nel periodo post pandemico, ed indica una divergenza in cui analizzando la forma della...

Accreditamento sanitario e sociosanitario. Il rischio di trasformare la fragilità in una gara amministrativa
Accreditamento sanitario e sociosanitario. Il rischio di trasformare la fragilità in una gara amministrativa

Gentile Direttore,negli ultimi anni il sistema sanitario e socio-sanitario italiano è entrato in una fase di trasformazione profonda. Il PNRR, la riorganizzazione della sanità territoriale, il DM 77, la revisione...