Obesità. Primo studio al mondo valuta gli effetti dell’obestatina nella circolazione umana 

Obesità. Primo studio al mondo valuta gli effetti dell’obestatina nella circolazione umana 

Obesità. Primo studio al mondo valuta gli effetti dell’obestatina nella circolazione umana 
Una nuova molecola potenzialmente in grado di prevenire l'aterosclerosi è stata identificata dai ricercatori dell'Università Tor Vergata di Roma e della Università Cattolica del Sacro Cuore in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica americana Diabetes, realizzato anche grazie al supporto della Fondazione Roma.

Le malattie cardiovascolari (soprattutto infarto cardiaco e ictus cerebrale) sono in continuo aumento, sia per l'invecchiamento della popolazione che per un'inefficace prevenzione. In particolare, l'epidemia di obesità diffusa a tutto il pianeta, con il conseguente aumento di diabete, ipertensione e dislipidemia, ha reso vani i progressi fatti negli ultimi decenni con la scoperta di farmaci estremamente efficaci.

Una nuova molecola potenzialmente in grado di prevenire l'aterosclerosi è stata identificata dai ricercatori dell'Università Tor Vergata di Roma e della Università Cattolica del Sacro Cuore in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica americana Diabetes, realizzato anche grazie al supporto della Fondazione Roma.

La sostanza in questione è l'obestatina, il cui nome deriva dalla contrazione tra obeso (dal latino obedere, 'Che significa divorare) e statina (dal greco stosis, che significa arresto). Tale nome le è stato attribuito perché, al momento della sua scoperta risalente a circa un decennio fa, l'obestatina era sembrata In grado di sopprimere il senso di fame aumentando di quello dì sazietà, attraverso un rallentato svuotamento dello stomaco. Anche se questo effetto anoressizzante dell'obestatina rimane controverso, lo studio dei ricercatori romani, il primo ad averne testato gli effetti nella circolazione umana, ne dimostra chiaramente quelli positivi a livello delle arterie.

E' noto da tempo che un danno dell'endotelio, lo strato più interno della parete arteriosa a diretto contatto con il sangue che vi scorre, rappresenta il primo stadio di un processo che nel corso degli anni può portare alla formazione delle placche aterosclerotiche, con le conseguenti malattie cardiovascolari. Tale danno si manifesta con una ridotta produzione endoteliale di sostanze ad azione vasodilatatrice, in particolare dell'ossido nitrico, ed un aumentato rilascio di sostanze dannose, come l'endotelina, un potente vasocostrittore. Nello studio in questione, l'obestatina si è mostrata in grado di aumentare la produzione arteriosa di ossido nitrico, sia in soggetti magri che obesi; in quest'ultimo gruppo, l'obestatina ha anche diminuito il rilascio di endotelina, dimostrando pertanto una duplice azione benefica. Questo effetto favorevole dell'obestatina nelle arterie dei pazienti obesi assume particolare rilevanza alla luce di altri dati che evidenziano un suo effetto anche nel migliorare il metabolismo degli zuccheri e dei 'grassi, correggendo pertanto quelle anomalie metaboliche di frequente riscontro nell'obesità ed alla base della comparsa di diabete.

“L’obestatina è una molecola di grande interesse biologico, in quanto origina, prevalentemente nell'apparato gastro-intestinale, da un precursore comune ad un'altra sostanza, la grelina, che al contrario aumenta il senso di fame inducendo ('ingestione di cibo. E' possibile quindi ipotizzare — sostengono Manfredi Tesauro e Nicola Di Daniele dell'Università Tor Vergata – che modificando il rapporto tra queste due sostanze a favore dell'obestatina sia possibile ottenere nei soggetti obesi anche un calo ponderale".
 
"Questo studio – conclude Carmine Cardillo, che insieme alla dottoressa Francesca Schinzari ha coordinato il gruppo dell'Università Cattolica – ha l'indubbio merito di aver dimostrato che, intervenendo in fase precoce, è possibile prevenire ii danno vascolare indotto dall'obesità, purché si utilizzino strategie terapeutiche mirate, efficaci sulle anomalie specifiche che concorrono a determinarlo". 

13 Febbraio 2017

© Riproduzione riservata

Hantavirus. L’Oms aggiorna i dati: 11 casi totali e tre decessi. Due nuovi contagi confermati in Francia e Spagna. Il rischio globale resta basso
Hantavirus. L’Oms aggiorna i dati: 11 casi totali e tre decessi. Due nuovi contagi confermati in Francia e Spagna. Il rischio globale resta basso

L'Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato il terzo aggiornamento sul focolaio di Hantavirus legato alla nave da crociera MV Hondius. Secondo il report del 13 maggio 2026, i casi totali...

Hantavirus. La presidenza di Cipro attiva il meccanismo di crisi dell’UE. “Rischio molto basso per la popolazione, ma serve coordinamento”
Hantavirus. La presidenza di Cipro attiva il meccanismo di crisi dell’UE. “Rischio molto basso per la popolazione, ma serve coordinamento”

La Presidenza di Cipro del Consiglio dell'Unione europea ha deciso di attivare le procedure integrate di risposta politica alle crisi (Ipcr) in modalità di condivisione di informazioni, al fine di...

Aviaria H5N1. Primo caso di trasmissione da gatto domestico a uomo. Lo studio dei Cdc: “Veterinario asintomatico, ma con anticorpi”
Aviaria H5N1. Primo caso di trasmissione da gatto domestico a uomo. Lo studio dei Cdc: “Veterinario asintomatico, ma con anticorpi”

Per la prima volta, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie ha documentato una possibile trasmissione dell'influenza aviaria ad alta patogenicità A(H5N1) da un gatto domestico a...

Argentina. Dopo il ritiro dall’Oms, Milei taglia il budget dell’Istituto Malbrán che dovrà indagare sull’origine del focolaio di Hantavirus
Argentina. Dopo il ritiro dall’Oms, Milei taglia il budget dell’Istituto Malbrán che dovrà indagare sull’origine del focolaio di Hantavirus

Mentre il mondo segue con apprensione l'evoluzione del focolaio di Hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius, in Argentina si consuma un paradosso che rischia di avere conseguenze globali. L'Istituto...