Milano. Come comunicare con il paziente. Al via la prima scuola di formazione ad hoc per i medici

Milano. Come comunicare con il paziente. Al via la prima scuola di formazione ad hoc per i medici

Milano. Come comunicare con il paziente. Al via la prima scuola di formazione ad hoc per i medici
Partirà il prossimo 15 marzo il primo corso di formazione accreditato Ecm organizzato dalla “Scuola di comunicazione in sanità” promossa dall’Omceo di Milano, Asst Rhodense, Aigr e l’Associazione Lampada di Aladino. Dieci incontri da cui scaturirà il “decalogo del buon medico” che sarà presentato alla Commissione Sanità della Regione Lombardia

Quando comunicare una “flogosi delle prime vie aeree” può far cadere in un baratro di ansia e apprensione un paziente a cui si sta semplicemente diagnosticando un banale mal di gola, significa che il medico e il paziente si parlano, ma molto spesso non comunicano.
 
Un’affermazione supportata anche da una recente indagine condotta in alcune oncologie italiane, secondo la quale circa il 60% dei clinici ritiene poco adeguata la propria formazione universitaria in questo ambito; il rapporto con il paziente è infatti costruito più in base a caratteristiche personali e alla propria esperienza che non su competenze strutturate.
 
Proprio per capire come costruire in rapporto comunicativo efficace con il paziente partirà il prossimo 15 marzo e proseguirà fino a novembre il primo corso di formazione organizzato dalla “Scuola di comunicazione in sanità”, promossa da un comitato formato da Ordine dei Medici di Milano, Asst Rhodense, Associazione italiana giornalismo responsabile e l’Associazione Lampada di Aladino. Non solo formazione, obiettivo del corso sarà anche quello di stilare un “Decalogo della buona sanità in pillole” che sarà portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità della Regione Lombardia, affinché valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più “esperti”.
 
Il corso accreditato Ecm, sarà articolato in 10 incontri con cadenza settimanale di circa 3 ore ciascuno  (2,15 h di parte teorica e 40 min. di dibattito che sarà moderato da un giornalista di Aigr) e che si terranno nell’aula V. Capacchione presso il Presidio Ospedaliero di Rho (Asst Rhodense), in corso Europa n.250.
 
Ognuna delle 10 tematiche affrontate terminerà con una proposta risolutiva da trasmettere agli organi competenti e verrà pubblicizzata alla stampa. Ne scaturirà quindi una sorta di “Decalogo della
buona sanità in pillole” ovvero 10 proposte per aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non.
 
Il “Decalogo della buona sanità in pillole verrà portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, affinché valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più “esperti”. L’invio delle ‘10 pillole’ ai componenti della Commissione Sanità di Regione Lombardia ha l’obiettivo di far valutare dai membri dell’assemblea osservazioni, riflessioni, esigenze e proposte che pervengono loro direttamente dai medici.
 
A sua volta sarà così possibile attivare il virtuoso iter istituzionale che vedrà il coinvolgimento dell’Assessorato alla partita, nonché dell’intera giunta regionale, affinché possano essere recepite ‘piccole’ esigenze operative che possono migliorare la vita quotidiana del rapporto medico-paziente.
 
“È sempre più impellente che il medico apprenda una comunicazione efficace a completamento dell’atto terapeutico – affermano Martino Trapani e Roberto Bollina che fanno parte del Comitato  Scientifico assieme ad altri esperti del mondo medico e della comunicazione specializzata  – per un medico infatti risulta particolarmente difficile semplificare non solo la terminologia utilizzata, ma soprattutto l’approccio squisitamente umano al paziente stesso. Il che diventa ancora più complesso nel caso della comunicazione relativa ad esempio a malattie oncologiche o particolarmente gravi. Quello che ci attendiamo da questo corso è non solo di ottimizzare le relazioni con assistiti e famiglie e di aumentare la consapevolezza del paziente, migliorando anche il livello di soddisfazione e l’adesione ai percorsi terapeutici, ma anche di ridurre le controversie medico-legali e la medicina difensiva in generale, contribuendo a prevenire il logorio psico-fisico dei clinici a cui sono sempre più sottoposti”.
 
Le materiee i docenti. I 10 incontri tenuti da esperti della materia, spaziano negli ambiti sanitari più vari:
– Patologie della globalizzazione (Roberto Carlo Rossi, Presidente Omceo Milano e Provincia);
– Il contenzioso e la medicina difensiva (Umberto Genovese, Università Statale Milano );
– Dottor web: quando il paziente arriva già ‘informato’ (Paola Mosconi, Irccs Mario Negri Milano);
– Le parole per dirlo – Oltre la medicina: il dialogo medico-paziente nelle cure di fine vita(C. Cacioppo, Direttore Sanitario Hospice S. Maria delle Grazie, Monza e S. Mengo, Medico  Palliatore);
– Il buon esito della terapia passa anche attraversouna efficace comunicazione (Grazia Strepparava, Psicologia della Comunicazione Università Milano Bicocca);
– Il rapporto medico-paziente nelle diverse culture e nella medicina alternativa. Due mondi paralleli? (Davide Toniolo, Dirigente medico oncologia Asst Rhodense);
– La responsabilità del medico nella struttura pubblica e privata. Osservazioni sulla legge delega in fase di approvazione (Alessandro Gnani, Magistrato 2° sezione civile Tribunale Monza);
– Il consenso informato: non un arido e impersonale strumento di legge, ma un elemento di umanizzazione e interazione tra medico e paziente (Alfredo D’Ari, Dirigente Ufficio III Direzione Generale della Comunicazione e Relazioni Istituzionali Ministero della Salute;
– “Dal curare al prendersi cura”: il percorso politico e giuridico tracciato dal legislatore in materia della legge di riordino della sanità regionale (Roberto Bollina, Direttore Sanitario Asst Rhodense);
– “Quando il paziente è un bambino…” (Mariella Enoc, Presidente Irccs Ospedale Bambino Gesù).

02 Marzo 2017

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