Anteprima. Stato Regioni. Sangue, come raggiungere l’autosufficienza nazionale

Anteprima. Stato Regioni. Sangue, come raggiungere l’autosufficienza nazionale

Anteprima. Stato Regioni. Sangue, come raggiungere l’autosufficienza nazionale
Compensare il divario dei fabbisogni clinici e degli indici di produzione del sangue e dei suoi prodotti fra Regioni del Nord e quelle del Sud – Sardegna, Sicilia e Lazio in particolare - alla luce dell’avvio, dal 2011, delle procedure di compensazione finanziaria interregionale degli scambi di emocomponenti e dell’allineamento alle norme europee. Sono questi i principali obiettivi del “Programma per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti” che arriva alla Stato Regioni del 22 settembre.

Il sistema sangue italiano funziona, anche se le Regioni marciano a differenti velocità, con un Nord che procede veloce e un Sud che arranca. Segnano invece il passo Sardegna, Sicilia e soprattutto il Lazio. Scenari che impongono l’attuazione d’interventi mirati per compensare il divario regionale dei fabbisogni clinici e degli indici di produzione di sangue e dei suoi derivati, ottimizzare gli scambi interregionali e raggiungere la piena autonomia regionale.
Per questo alla Stato Regioni del 22 settembre arriva il “Programma per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti” definito dal ministero della Salute sulla base delle indicazioni del Centro nazionale sangue e delle strutture regionali di coordinamento. Un provvedimento che consentirà – oltre al raggiungimento di uno degli obiettivi strategici del Paese per assicurare continuità delle cure – l’entrata in vigore delle procedure di compensazione finanziaria interregionale degli scambi di emocomponenti nell’ambito della mobilità interregionale prevista per il 2011, e l’applicazione dell’accordo Stato Regioni 16 dicembre 2010 per rendere il sistema sangue italiano in linea con le norme europee entro il 2014.
 
Le luci e le ombre della disomogeneità regionale. Dal quadro tratteggiato dal Centro nazionale sangue, emergono elementi di positività. Gli obiettivi quantitativi previsti dal programma di autosufficienza per il 2010 sono stati raggiunti: l’incremento della produzione rispetto al 2009 (+3,5%) ha fatto registrare un significativo allineamento con i consumi di unità di Gr (globuli rossi) rilevati (+1,3%), mentre il plasma per la produzione di farmaci emoderivati è cresciuto del 5,6%.
Tuttavia permane una rilevante disomogeneità regionale. Nella maggior parte delle regioni del Centro Sud gli indici di produzione di Gr sono inferiori o molto inferiori alla media nazionale, anche se garantiscono comunque l’autosufficienza locale per le prestazioni assistenziali erogate. Fanno però eccezione tre Regioni che presentano una carenza di circa 70mila unità di Gr: Sardegna e Sicilia e in particolare la regione Lazio definita “la maggiore criticità oggi esistente a livello nazionale”.
Più fosco è il quadro relativo al plasma da inviare alla produzione industriale: tutte le regioni del Centro Sud sono al di sotto della media nazionale con livelli di autosufficienza di farmaci emoderivati bassi o molto bassi.
 
Gli obiettivi da raggiungere. La programmazione per il 2011 prevede quindi un incremento della produzione di unità di Gr dello 0,5% a fronte di una previsione di crescita dei consumi dell’1,5%. Il fabbisogno compensativo delle regioni carenti è stimato a 80mila unità, a fronte del quale c’è un margine di produzione aggiuntiva nelle regioni autosufficienti di 99mila unità. Le carenze previste saranno coperte per circa il 70% da cessioni interregionali programmate attraverso accordi convenzionali. Per quanto riguarda il plasma è programmato un incremento dell’1%.
Saranno poi attuate, durante l’anno, azioni di monitoraggio della produzione e dei consumi per garantire il raggiungimento degli obiettivi di autosufficienza. E ancora, ottimizzata la dinamica degli scambi compensativi interregionali per perseguire e conseguire successivamente l’autosufficienza nelle regioni dove esistono margini di miglioramento realizzabili. Infine saranno intraprese tutte le azioni necessarie per concludere entro il 2014 l’adeguamento del sistema sangue alla normativa europea del settore (Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010 sui requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi del sistema sangue).
 
 

21 Settembre 2011

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