La presentazione della mozione Sanità di Orlando

La presentazione della mozione Sanità di Orlando

La presentazione della mozione Sanità di Orlando
Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, candidato alle primarie del Partito Democratico che si terranno domenica prossima, 30 aprile, ha presentato ieri al Senato le proprie proposte sulla sanità. Ad affiancarlo, alla presenza di una trentina di personalità del mondo della salute e delle professioni sanitarie, i senatori Annalisa Silvestro e Amedeo Bianco e i deputati Margherita Miotto e Donella Mattesini

Apre l'appuntamento Bianco che sottolinea come alla convention di presentazione della mozione Orlando, a Napoli, sia stato presentato "un documento robusto" in materia di sanità, "un tema che resta invece sempre un po' sommerso nel dibattito politico". Per il senatore Bianco questi sono stati "anni difficili, difficilissimi. E' stato chiesto alla sanità pubblica di contribuire pesantemente al risanamento della finanza pubbica. C'è stata una cura robusta, da cavallo. Ma questa cura ha ammazzato il cavallo? No: la struttura del sistema è rimasta in piedi", inoltre "si è sviluppato un modello di governance fra Stato e Regioni che ha migliorato sensibilmente i servizi".

Ma il vero leit-motiv della mozione Orlando è il tema dell'uguaglianza, connesso in ambito sanitario a quello dell'equità. "Questi anni difficili – sottolinea ancora Bianco – hanno allargato le diseguagliazne tra il Nord e il Sud del Paese". Il senatore mette l'accento sull'abbandono delle cure da parte della popolazione più povera, particolarmente nel Mezzogiorno. "La parola d'ordine è investire nel sociale" ma "se il Ssn non è più un colabrodo, grazie al risanamento, non si può più dire che un investimento in sanità sia uno spreco". Anche sulla governance dei farmaci il senatore Bianco pone una questione "di equità".
 
Per Margherita Miotto "dopo dieci anni di blocco del contratto e altrettanti di sostanziale congelamento del Fondo Sanitario, ci rendiamo conto che il sistema è in sofferenza. Se ha retto è stato grazie al sacrificio delle professioni sanitarie. Orlando propone una maggiore uguaglianza: in sanità così come anche nella scuola. Nel Def che abbiamo votato oggi sono state raccolte alcune di queste esigenze, tentando di agganciare il Fondo al Pil".

Tra gli ospiti in platea anche semplici cittadini, tra i quali una donna che denuncia le spese eccessive per il mantenimento presso una Rsa della madre malata di alzheimer. "Queste persone – afferma la donna – non dovrebbero pagare. Come dice sempre il Ministro dove la politica fallisce entra in campo il giudice. Questo è ciò che sta avvenendo. Non sempre queste strutture ti dicono che hai diritto a non pagare. Si vedrà mai una legge adeguata sulle persone non autosufficienti in modo grave?". Le risponde Annalisa Silvestro: "negli ultimi decenni abbiamo visto cambiamenti epocali, per esempio per quel che concerne l'aspettativa di vita. L'ospedale oggi non è più sufficiente a risolvere queste problematiche". "Bisogna investire – ha proseguito Silvestro – sulle professioni: professionisti più motivati possono senza dubbio aumentare la qualità del servizio sanitario".

A chiudere il convegno il candidato segretario del Pd Andrea Orlando per il quale "il rapporto deficit/Pil non può più essere visto solo dal punto di vista della spesa", occorre un cambiamento di prospettiva, "noi – ha spiegato Orlando – non diciamo qui oggi investiamo di più in sanità e poi domani affermiamo investiamo nella scuola in un convegno sulla scuola. Ma ci vuole un approccio "keynesiano" alla crisi. Ho visitato nella mia campagna una struttura sanitaria pubblica per riconoscere che malgrado la riduzione di spesa il sistema universalistico ha tenuto, questo non era scontato".

"La spesa sanitaria pro capite – ha spiegato ancora il candidato segretario – italiana è inferiore del 36% rispetto a quella dei Paesi del Nord Europa. Ma c'è anche l'esigenza di una politica che chiarisca i livelli, perché si è creato uno scaricabarile tra Stato e Regioni. Noi abbiamo messo al centro della nostra proposta il tema dell'equità, abbiamo cheisto lo sblocco del turn-over: non per agevolare politiche assistenziali ma perché il numero di operatori in sanità è calato di 200.000 unità. Abbiamo messo al centro anche il tema della disuguaglianza e non c'è campo in cui sia forte quanto in quello socio-sanitario".

"Abbiamo – ha concluso Andrea Orlando – un paradigma che è una via da seguire: non facciamo come con la riforma della scuola. Se oggi si pone il tema di come si realizza l'eguaglianza nelle diverse Regioni, dobbiamo pensare a una riforma della sanità che parta dal basso, dopo la mancata abolizione del Titolo V. Io vorrei costruire, nel caso prendessi in mano il partito, gli "Stati Generali della sanità": sono cose che non si fanno da tantissimo tempo, ma non c'è alcuna ragione per non farle".

Lorenzo Proia

28 Aprile 2017

© Riproduzione riservata