Enpam: più sostegno ai libero professionisti colpiti da un’invalidità temporanea 

Enpam: più sostegno ai libero professionisti colpiti da un’invalidità temporanea 

Enpam: più sostegno ai libero professionisti colpiti da un’invalidità temporanea 
Il CdA dell’Ente ha approvato le nuove norme che danno più garanzie ai libero professionisti. “Una misura importante – spiega il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti – in un’epoca di difficoltà per la libera professione”. Ma per applicare le nuove regole serve una doppia approvazione dei ministeri vigilanti

Un incidente grave, una malattia severa che costringano ad un lungo periodo di inattività il medico, uomo o donna, libero professionista, ovvero contribuente all’Enpam per la quota B. Per fronteggiare questa situazione l’Enpam aveva finora previsto un sussidio assistenziale, con misure di garanzia essenziali.


 


“In un’epoca di particolare difficoltà per la libera professione –  spiega Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam – crediamo che sia corretto introdurre meccanismi di maggiore tutela. E non pensiamo – aggiunge Oliveti – che questa misura possa mettere a rischio l’equilibrio del fondo “.


 


Le nuove norme, approvate dal CdA dello scorso 19 maggio, mostrano un cambio di prospettiva: da una misura assistenziale si passa ad una misura previdenziale, trasformando un beneficio in un diritto acquisito attraverso i propri contributi all’ente.


 


Attualmente i libero professionisti che si trovino in una situazione di invalidità assoluta temporanea possono contare su un sussidio assistenziale con i seguenti vincoli:


– viene erogato solo se il reddito familiare non supera 6 volte il minimo Inps(circa 39mila euro per una famiglia mononucleare o 46mila euro per una famiglia di due persone);


– viene erogato dal 61° giorno di malattia;


– consiste in 80 euro al giorno.


Le nuove regole trasformano invece il contributo in caso di invalidità assoluta temporanea in una misura previdenziale, legata quindi ai contributi versati:
–  verrà erogata una somma pari all’80% del reddito dichiarato in quota B;
– la copertura partirà dal 31° giorno di invalidità, fino ad un massimo di 24 mesi;
– la somma erogata potrà raggiungere un massimo di 4.958,72 euro al mese.


 


Ovviamente, le misure potranno essere applicate solo a coloro che siano in regola con il versamento dei contributi. Le nuove norme però, eliminando il tetto reddituale, potranno essere applicate anche a coloro che, pur avendo garantita una remunerazione in convenzione con il Ssn, si trovino a dover interrompere un’attività libero professionale.


 


La nuova normativa diventerà attuativa solo dopo la definitiva approvazione dei ministeri vigilanti, ovvero il Ministero dell’Economia e il Ministero del Lavoro, sull’attività dell’Ente: è previsto un doppio passaggio, il primo per la norma e il secondo per il regolamento attuativo.


 


Se tutto andrà bene, si può pensare quindi che le nuove regole possano essere applicate entro il 2018.

31 Maggio 2017

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