Tecnologia. Genitori compulsivi, figli problematici

Tecnologia. Genitori compulsivi, figli problematici

Tecnologia. Genitori compulsivi, figli problematici
La tecnologia compulsiva, se “colpisce” i genitori, finisce per creare problemi comportamentali nei figli. È quanto emerge dall’analisi di alcuni studi. Le mamme sono più consapevoli del problema.

(Reuters Health) – Genitori ossessionati dalle tecnologie rischiano di avere figli che si comportano male. A quanto pare, secondo un piccolo studio statunitense, i genitori che controllano continuamente i loro cellulari per scrivere testi, inviare/ricevere mail e guardare video, hanno maggiori probabilità di avere figli problematici rispetto a quei genitori che non sono sempre live.
 
Questa evidenza emerge dall’analisi dei dati provenienti dai ricerche condotte sui genitori di 170 famiglie con bambini dove madri e padri, che avevano riferito di essere distratti dalla tecnologia durante il tempo libero, erano anche più a rischio di vedere insorgere problemi comportamentali nei loro ragazzi. “Nessuno studio precedente ha dimostrato un’evidenza secondo cui i genitori molto assorbiti dai dispositivi tecnologici non riescono a dare sufficiente attenzione ai loro bambini – ha detto Brandon McDaniel della Illinois State University di Normal, principale autore dello studio – In alcuni studi, tuttavia, l’uso della tecnologia da parte dei genitori, specie quella che interferisce con l’interazione genitore-figlio, era legata a problemi di comportamento, in particolare nel bambino.
 
Lo studio
Mc Daniel e colleghi hanno analizzato dati provenienti da ricerche su 168 madri e 165 padri di famiglie con due genitori. Durante le indagini è stato chiesto quanto spesso si usavano cellulare, tablet, pc e altri strumenti tecnologici, sottraendo il tempo dedicato alla famiglia per il controllo dei messaggi durante i pasti o per rispondere con messaggi scritt. E’ stato anche chiesto ai genitori se ritenevano che fosse problematico il loro utilizzo dei dispositivi e se pensavano che i dispositivi mobili fossero sovrautilizzati. Mentre madri e padri pensavano che l’uso della tecnologia li distraeva dai loro figli, le donne percepivano l’uso del cellulare come il maggiore problema genitoriale rispetto agli uomini.

Circa il 48% dei genitori ha riferito che l’uso delle tecnologie interrompe le interazioni familiari almeno tre volte al giorno, mentre il 24% ha detto che questa avviene solo due volte e il 17% ha ribadito che si verificava una sola volta al giorno. Solo l’11% ha affermato che la tecnologia non inteferisce con il tempo libero dedicato alla famiglia. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Children Development.

I ricercatori hanno anche chiesto ai genitori di valutare la frequenza con cui si manifestavano problemi comportamentali nei ragazzini negli ultimi due mesi, rispondendo alle domande su quanto spesso i figli si lamentassero o mettessero il broncio, o quanto spesso facessero i capricci o fossero irrequieti e iperattivi. Alla fine gli studiosi hanno trovato una correlazione tra i genitori che ritenevano dirompente l’uso della tecnologia e genitori che riferivano i problemi comportamentali dei loro figli.
“Non si può escludere che i bambini naturalmente più inquieti o iperattivi abbiano maggiori probabilità di avere genitori che hanno bisogno di prendersi una pausa dai loro figli di tanto in tanto; da qui nascerebbe la correlazione che però è tutta da dimostrare”, ha sottolineato Sam Wass psicologa dell’età evolutiva all’University East London. Sarebbe utile che i genitori preoccupati per come la tecnologia irrompe nel tempo libero della famiglia cercassero di ritagliarsi degli spazi ogni giorno senza il cellulare per concentrarsi solo sui figli. “I bambini hanno bisogno di avere una relazione con i loro genitori e di imparare da loro – ha spiegato Larry Rosen professore emerito alla California State University Dominguez Hills – controllare continuamente il cellulare ha senza meno un impatto negativo su questa relazione”.
 
Fonte: Children Development

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Nutri e Previeni) 

Lisa Rapaport

01 Giugno 2017

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