Diabete. Becattini (PD) e D’Ambrosio Lettieri (DI) a Lorenzin: “Reintrodurre nei nuovi Lea calzature ortopediche di serie per la cura del piede diabetico”

Diabete. Becattini (PD) e D’Ambrosio Lettieri (DI) a Lorenzin: “Reintrodurre nei nuovi Lea calzature ortopediche di serie per la cura del piede diabetico”

Diabete. Becattini (PD) e D’Ambrosio Lettieri (DI) a Lorenzin: “Reintrodurre nei nuovi Lea calzature ortopediche di serie per la cura del piede diabetico”
Questa la richiesta dei due parlamentari, presidenti dell’Intergruppo parlamentare “Qualità di vita e diabete”, in un'interrogazione rivolta alla ministra della Salute. "Le calzature di serie garantiscono nella stragrande maggioranza una preziosa azione preventiva. Per questo chiediamo a Lorenzin il motivo di questa scelta e ci auguriamo che nel prossimo aggiornamento dei Lea si valuti il reinserimento di queste calzature”.

Calzature ortopediche di serie per la cura del piede diabetico, prima garantite dal Servizio Sanitario Nazionale, poi escluse dai nuovi Lea: i presidenti dell’Intergruppo parlamentare “Qualità di vita e diabete”, Lorenzo Becattini (Pd) e Luigi d’Ambrosio Lettieri (DI) ne chiedono il reinserimento in una interrogazione al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

"Il piede diabetico – sostengono i parlamentari – è, tra le complicanze croniche del diabete mellito, quella a maggior impatto medico, sociale ed economico. Si associa spesso a neuropatia, arteriopatia obliterante periferica, deformità al piede, comparsa di lesioni ulcerativa e, nei casi più gravi, può rendere necessaria l’amputazione dell’arto. Ad oggi la cura ottimale di questa patologia prevede in prevenzione primaria e secondaria l’utilizzo di calzature e plantari ortopedici che permettono la protezione e lo scarico dei piedi a rischio ulcerazione".

D'Ambrosio Lettieri e Becattini sottolineano come "nei nuovi Lea siano state incluse le calzature su misura, sensibilmente più costose e utilizzate, però, solo nei casi più gravi, circa il 5-10%, in presenza di gravi deformità. I presidi terapeutici fino ad oggi utilizzati in larga parte, invece, sono prodotti in serie, di alta qualità e dotati di marchio di garanzia CE".

“Con i nuovi Lea – afferma Becattini – è stato fatto sicuramente un passo avanti nella cura del diabete, ma su questo punto penso sia stato commesso uno sbaglio. Non bisogna fare l’errore di credere che le calzature su misura siano migliori di quelle di serie, o che siano sostituibili. Le prime sono indispensabili per i pazienti più gravi, ma per la maggior parte dei casi, quelli meno gravi, le calzature di serie garantiscono maggior qualità e sicurezza per il paziente. Ciascuno dovrebbe avere la cura migliore per il suo caso. Non comprendo, quindi, la scelta operata, anche alla luce del fatto che le calzature di serie sono molto meno costose per il Ssn”.

“Oltre al tema della qualità della cura – spiega D’Ambrosio Lettieri – c’è infatti anche quello della sostenibilità economica. Il rischio è che questa esclusione porti ad un calo delle prescrizioni, sia perché le calzature su misura sono considerate un presidio solo per casi di particolare gravità, sia perché il loro costo è tre volte superiore a quello delle calzature di serie. Un calo delle prescrizioni causerebbe un aumento delle complicazioni che, nel caso del piede diabetico, possono comportare anche l’amputazione dell’arto. Le calzature di serie garantiscono nella stragrande maggioranza una preziosa azione preventiva. Per questo chiediamo al ministro Lorenzin il motivo di questa scelta e ci auguriamo che nel prossimo aggiornamento dei Lea si valuti il reinserimento di queste calzature”.

L’interrogazione è sostenuta anche da Roberto Anichini, primario di diabetologia nella Asl Toscana Centro e coordinatore nazionale del gruppo di studio sul piede diabetico.  “La comunità scientifica – afferma Anichini – ha dimostrato che calzature idonee sono una vera e propria medicina per questo tipo di patologia, e rientrano pienamente nel tragitto terapeutico del diabete. Inoltre, il loro utilizzo in maniera estesa nelle classi di rischio individuate è capace di prevenire quadri avanzati di piede diabetico, ridurre infinitamente i costi, e migliorare la qualità di vita dei pazienti diabetici. Occorre comunque che le società scientifiche si rendano garanti del fatto che tali prescrizioni e collaudi siano controllati minuziosamente, in modo che tutti coloro che ne hanno bisogno e ne hanno diritto possano avere il giusto presidio senza nessuno spreco o irregolarità”. 

14 Giugno 2017

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