Meeting HTAi.  Innovazione, sostenibilità e valutazione scientifica per una sanità senza discriminazioni

Meeting HTAi.  Innovazione, sostenibilità e valutazione scientifica per una sanità senza discriminazioni

Meeting HTAi.  Innovazione, sostenibilità e valutazione scientifica per una sanità senza discriminazioni
Per tutelare il diritto alla salute servono regole scientifiche che colleghino le decisioni migliori sul piano economico con le offerte più innovative. Per questo l'Hta "può essere considerato a tutti gli effetti un diritto umano". Su questo si sono confrontati oggi a Roma, nel corso del 14° Meeting annuale della Health Technology Assessment international, la ministra Lorenzin, il presidente HTAi Maddern, il presidente Sihta Cicchietti e il direttore dell'Ema Rasi. 

La salute è un diritto. Per tutelarlo, anche le scelte che la riguardano devono basarsi su regole scientifiche chiare, che abbattano le disuguaglianze e limitino gli sprechi. Per collegare le decisioni migliori sul piano economico con le offerte terapeutiche più innovative, l’Health Technology Assessment offre un contributo fondamentale. Tanto da poter considerare a tutti gli effetti l’HTA un diritto umano.

Anche il nostro Paese sta muovendo passi importanti. Non è un caso che la Health Technology Assessment international (HTAi) abbia organizzato in Italia il 14° Meeting annuale con l’obiettivo di valutare i vantaggi e le nuove sfide del settore, dal 17 al 21 giugno 2017, a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel in Via Aurelia 619.

Per l’edizione di quest’anno si contano oltre 1200 delegati in rappresentanza di 75 Paesi, più di 200 iscritti provenienti dall’Italia. Oggi, presso la Sala Thugga dell’Ergife Palace Hotel alle ore 9.30, al termine dell'intervento di apertura del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si è tenuto l'incontro con la stampa a cui hanno partecipato il presidente della HTAi, Guy Maddern, il presidente Sihta, Americo Cicchetti, e il direttore dell’Agenzia europea del farmaco Ema, Guido Rasi.

"L’Italia ha una lunga esperienza alle spalle nel campo della valutazione dei sistemi in sanità. Il problema del sistema sanitario italiano è legato alla regionalità e alla differenza fra varie comunità", afferma il presidente della HTAi, Guy Maddern.

"L’autorizzazione di un farmaco – osserva il direttore dell’Agenzia europea del farmaco Ema, Guido Rasi – da parte delle autorità regolatorie non coincide più con l’accesso ai medicinali da parte dei pazienti. Tutte le parti coinvolte nel processo decisionale hanno il dovere di collaborare per garantire l’accesso ai medicinali che possono fare la differenza per la vita dei pazienti. Operativamente questo significa che enti regolatori e autorità HTA debbano lavorare a stretto contatto, contribuendo a generare l’evidenza scientifica necessaria a valutare il rapporto dei benefici verso i rischi di un medicinale ed allo stesso tempo il rapporto dei costi verso i benefici".

Chi pone l’accento sulle cifre e quanto potrebbe rimanere nelle tasche degli italiani e a disposizione del sistema Paese, è Americo Cicchetti. "Ogni euro investito in un piano vaccinale per gli adulti occupati, come per esempio può essere quello antinfluenzale – spiega il presidente di Sihtae il direttore di Altems -, può portare a risparmiare fino a 10 euro, in termini di perdita di produttività sul lavoro". Se consideriamo quindi che un vaccino antinfluenzale costa fra i 12 e i 18 euro, è facile calcolare quanto si potrebbe guadagnare dall’estensione della vaccinazione. Questo risultato è frutto di uno studio, pubblicato dall’International Journal of Technology Assessment in Healthcare nel 2010 su dati italiani, firmato da Cicchetti, Ruggeri, Mennini e Gitto.
 
"Lo strumento dell’HTA – sostiene il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – è estremamente importante per farci valutare i costi-benefici e i costi evitati. Faccio un esempio sull’epatite C: l’utilizzo dei registri e la tracciabilità del paziente e del farmaco ci fa comprendere ad esempio a quanto ammontino i costi evitati rispetto ai trapianti di fegato che noi abbiamo per i pazienti trattati per l’epatite. Oltre ad aver salvato la vita a migliaia di persone, noi abbiamo migliorato la qualità della vita e abbiamo risparmiato 10 volte di più rispetto a quel che abbiamo speso". 

19 Giugno 2017

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