Non autosufficienza: 500 milioni alle Regioni (e 13,6 all’Inps per i controlli). Il decreto di riparto incassa l’intesa in Conferenza Unificata

Non autosufficienza: 500 milioni alle Regioni (e 13,6 all’Inps per i controlli). Il decreto di riparto incassa l’intesa in Conferenza Unificata

Non autosufficienza: 500 milioni alle Regioni (e 13,6 all’Inps per i controlli). Il decreto di riparto incassa l’intesa in Conferenza Unificata
Le risorse stanziate dalle varie leggi sono pari a 450 milioni, a cui si aggiungono 13,6 milioni che vanno all’Inps per l’accertamento della permanenza dei requisiti di invalidità civile, cecità, sordità, handicap e disabilità. E altri 50 milioni sono quelli che le Regioni hanno deciso di reintegrare dopo il taglio di febbraio 2017 per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica da parte delle Regioni a statuto ordinario. LO SCHEMA DI DECRETO INTERMINISTERIALE DI RIPARTO.

Intesa in Conferenza Unificata il riparto di quasi 500 milioni alle Regioni per il Fondo per le non autosufficienze.

In realtà le risorse stanziate dalle varie leggi sono pari a 450 milioni, a cui si aggiungono 13,6 milioni che vanno all’Inps per l’accertamento della permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità: 463,6 milioni quindi. Ma altri 50 milioni sono quelli che le Regioni hanno deciso di reintegrare dopo che la legge 18/2017 (Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree de! Mezzogiorno) aveva aumentato il fondo di 50 milioni, poi “tagliati” in base all’intesa Stato-Regioni del febbraio 2017 in cui sono state stabilite le modalità per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica da parte delle Regioni a statuto ordinario.

Il decreto interministeriale Lavoro, Salute, Economia e Affari regionali su cui l’Unificata deve esprimere l’intesa, prevede che 448,6 milioni siano ripartiti alle Regioni per la realizzazione delle prestazioni, degli interventi e dei servizi assistenziali previsti dal decreto ministeriale 26 settembre 2016, di riparto del Fondo per le non autosufficienze 2016.

Si tratta di prestazioni,  interventi  e  servizi  assistenziali nell'ambito  dell'offerta  integrata  di  servizi  socio-sanitari  in favore di persone non  autosufficienti, tenendo conto di tre aree prioritarie: 1. attivazione o rafforzamento del supporto alla  persona  non autosufficiente  e  alla   sua   famiglia   attraverso   l'incremento dell'assistenza domiciliare, anche in termini di  ore  di  assistenza personale e supporto familiare, per favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio, adeguando le prestazioni all’evoluzione  dei modelli di assistenza domiciliari; 2. supporto alla persona non autosufficiente  e alla sua famiglia  eventualmente  anche  con  trasferimenti  monetari se sono  condizionati  all'acquisto  di servizi di cura e  assistenza  domiciliari  nelle  forme  individuate dalle regioni o alla fornitura  diretta  da  parte  di familiari e vicinato sulla base  del  piano  personalizzato; 3. previsione di un supporto alla persona non autosufficiente  e alla sua famiglia eventualmente anche  con  interventi  complementari all'assistenza domiciliare, a partire dai  ricoveri  di  sollievo  in strutture sociosanitarie,  se sono effettivamente  complementari  al  percorso  domiciliare,   assumendo l'onere della quota sociale e di altre azioni di supporto individuate nel piano personalizzato, a esclusione delle prestazioni  erogate  in  ambito  residenziale  a ciclo continuativo di natura non temporanea.

Le Regioni utilizzano le risorse prioritariamente e comunque in maniera esclusiva per non meno del 50% (le Regioni hanno chiesto di abbassare la percentuale al 40%) per gli interventi a favore di persone in condizione di disabilita gravissima (sempre come previsto dal Dm del 2016), inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amniotrofica e delle persone con stato di demenza molto grave, tra cui quelle in questa condizione affette dal morbo di Alzheimer.
Con 15 milioni del Fondo gestiti al ministero del Lavoro (ma sempre delle Regioni che anzi chiedono una modifica al testo inserendo la previsione di poter riporgrammare, in accordo col ministero, gli interventi), sono finanziate azioni sperimentali per l'attuazione del Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilita, relativamente alla linea di attività "Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l'inclusione nella società".

Le risorse, che devono servire a potenziare i progetti per effettivamente indipendente la vita delle persone con disabilità grave, sono attribuite ai territori coinvolti nella sperimentazione tramite le Regioni sulla base di linee guida adottate dal ministero del Lavoro. Le Regioni possono riprogrammare, d'intesa con il ministero, le risorse già destinate nelle passate annualità ai Progetti sperimentali in materia di vita indipendente sulla base dell'evoluzione della sperimentazione e di eventuali nuove esigenze.

Il decreto prevede anche che le informazioni sulla presa in carico e le prestazioni erogate in favore delle persone con disabilita gravissima sono messe a disposizione del Casellario dell'assistenza realizzato con un Dl del 2010 e secondo le modalità previste nell’allegato al testo, dove sono indicate , le modalità di messa a disposizione delle informazioni relative agli interventi a valere sulle risorse del Fondo per l'assistenza alle persone con disabilita grave prive del sostegno familiare.

"Sono soddisfatto per il ripristino dei fondi del fondo sociale e dall'altra per l'aumento, di cui le Regioni si fanno carico, da 450 a 500 mln di euro del fondo per la non autosufficienza", ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini. Il governatore ha ricordato la "lunga trattativa con il ministro Poletti sul ripristino dell'intero fondo sociale, 212 mln che dovevano essere riportati in carico all'impegno del governo e 50 mln che le Regioni si erano prese in carico di dover destinare" al fondo per la non autosufficienza.
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

06 Settembre 2017

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