Psoriasi. Il grasso addominale innesca infiammazione vascolare

Psoriasi. Il grasso addominale innesca infiammazione vascolare

Psoriasi. Il grasso addominale innesca infiammazione vascolare
Nei pazienti che soffrono di  psoriasi, il grasso addominale può dar vita a un processo infiammatorio a  livello vascolare, aumentando così il rischio di una malattia cardiovascolare. Lo studio è stato pubblicato dal  Journal of the American College of Cardiology

(Reuters Health) – Al di là dell’indice di massa corporea, il grasso addominale giocherebbe un ruolo chiave  nell’infiammazione vascolare, almeno nei pazienti che soffrono di psoriasi. È quanto emerge da uno studio  pubblicato JAAC: Cardiovascular Imaging e coordinato da Joshua Rivers del National Institute of Health (NIH).

Per lo studio, i ricercatori hanno preso in considerazione 77 persone con psoriasi lieve o moderata e, attraverso la PET/CT, hanno studiato il rapporto tra adipe addominale e infiammazione vascolare, cercando di capire se il trattamento contro la psoriasi andava ad alterarli. I pazienti avevano un’età  media di 52 anni ed erano prevalentemente maschi con un basso rischio cardiovascolare,  determinato mediante il metodo di valutazione a 10 anni Framingham.

Le evidenze
Dai risultati è emerso che,  nei pazienti con psoriasi, il grasso addominale era associato a un aumento dei  fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, inclusa l’infiammazione  vascolare. Il rapporto con questo grasso, “è rimasto più robusto rispetto al grasso sottocutaneo”, dicono gli autori.

Inoltre, Rivers e colleghi hanno evidenziato  che il grado di severità  della psoriasi sembrerebbe avere una relazione dose-risposta con l’aumentare dei fattori di rischio della malattia cardiometabolica e che il trattamento della psoriasi avrebbe portato a un miglioramento dell’infiammazione vascolare e nel grasso addominale. Aspetti che suggeriscono come “la modulazione del volume di grasso all’addome possa  svolgere un ruolo nella riduzione del fattore di rischio cardiovascolare dovuto allo stato di infiammazione cronica”.

Fonte: Journal of the  American College of Cardiology

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano  Sanità/Popular Science)

27 Ottobre 2017

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