Parafarmacie. Le Associazioni: “La proposta di Fregolent (Pd) è inaccettabile. Sono una risorsa, non un’anomalia. Completare la liberalizzazione”

Parafarmacie. Le Associazioni: “La proposta di Fregolent (Pd) è inaccettabile. Sono una risorsa, non un’anomalia. Completare la liberalizzazione”

Parafarmacie. Le Associazioni: “La proposta di Fregolent (Pd) è inaccettabile. Sono una risorsa, non un’anomalia. Completare la liberalizzazione”
“No alla proposta di Fregolent, e di parte del Pd, che vuole porre fine all'esperienza delle parafarmacie italiane”. È netta la posizione delle Associazioni più rappresentative delle parafarmacie italiane e dei farmacisti non titolari (Fnpi, Mnlf e Culpi)  che, insieme, hanno scritto un documento per avanzare le proprie proposte. “L'unica via per eliminare le sofferenze economiche - hanno scritto - è quella di completare i processi di liberalizzazione rimasti a metà. Le parafarmacie italiane sono una risorsa per l'intero sistema farmaceutico, non sono una anomalia”.

“Hanno creato occupazione, investimenti, opportunità di risparmio per i cittadini e vera concorrenza in un sistema bloccato da tempo”. È così i rappresentanti della categoria professionale descrivono il ruolo delle parafarmacie nello scenario italiano. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (Mnlf), la Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane (Fnpi) e la Confederazione Unitaria Libere Parafarmacie Italiane (Culpi) hanno scritto un documento congiunto per mettere in evidenza le strategie necessarie per condurre il settore alla stabilità.
 
“Le parafarmacie italiane – hanno scritto – sono una risorsa per l'intero sistema farmaceutico, non sono una anomalia. L'unica via per stabilizzare il settore è quella di completare i processi di liberalizzazione rimasti a metà, vera causa delle sofferenze economiche di alcune parafarmacie, e dare avvio ad una nuova fase riformatrice che porti in tempi brevi alla creazione di un sistema duale di distribuzione del farmaco, ovvero alla creazione della farmacia non convenzionata”.
 
Altre soluzioni, per la categoria “oltre ad essere parziali, sono incostituzionali”. Le associazioni delle parafarmacie dicono no alla proposta dell'onorevole Fregolent e di parte del Pd “finalizzata nella sostanza a porre la parola fine all'esperienza delle parafarmacie italiane – hanno spiegato – è rimandata al mittente, perché priva di sostanza e diretta esplicitamente a sostenere la prossima campagna elettorale. Il progetto sostenuto da alcuni esponenti del Pd – hanno continuato – di riassorbire alcuni farmacisti titolari di parafarmacia nel Ssn è una proposta tutt'altro che liberale, al contrario appare conservatrice se non restauratrice di un monopolio assoluto”.
 
Hanno definito “un inganno l’ipotesi di rigirare ai farmacisti delle Parafarmacie parte delle sedi non aperte nel Concorso Straordinario del 2012”. Per Fnpi, Mnlf e Culpi non si tratta di “una vera soluzione”, piuttosto di “un miraggio che può essere accettato solo da chi non ha nulla da perdere e non dalle migliaia di farmacisti che quotidianamente portano a casa lo stipendio grazie alla propria parafarmacia. Esercizio la parafarmacia che, tra le altre cose, dovrebbe essere sradicato dal proprio territorio ove l'attività si è faticosamente stabilita, per riaprire in zone per lo più inappetibili perché prive di sostentamento economico”.
 
Le tre associaizoni parlano quindi di “un grande spot elettorale che porterebbe al solito pasticcio all'italiana con conseguenti ricorsi e lungaggini. Lo stesso concorsone del 2012 ha ingenerato migliaia di ricorsi e situazioni assurde, con piante organiche spesso imbarazzanti e lungaggini burocratiche che hanno portato in diverse regioni ritardi ormai insostenibili”.
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“In tutto questo – hanno aggiunto – non c'è alcun vantaggio per i cittadini e i consumatori, ma c'è appieno un appieno un vecchio sistema di fare politica che sfiora il clientelismo. Inoltre, l'argomento, affrontato nella legge di stabilità, appare avulso dal contesto della legge di bilancio, mentre la proposta Fregolent appare una esplicita ‘forzatura’ che con la debole motivazione dell'emergenza, nasconde tentativi corporativi d'impedire l'apertura di nuove parafarmacie (blocco dei codici univoci) ed eliminazione dell'obbligo della presenza del farmacista in questi esercizi”.
 
Obbiettivi che unitariamente le Associazioni più rappresentative delle parafarmacie italiane e dei farmacisti non titolari rifiutano in toto. “Qualsiasi provvedimento al di fuori da quanto sopra indicato è illegittimo – hanno concluso Fnpi, Mnlf e Culpi – perché espressione di una minoranza e diretto a tutelare o creare nuovi privilegi, privilegi contrari agli interessi della maggioranza dei cittadini e a quelli del Paese”.

30 Ottobre 2017

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