Omeopatia. Le imprese: “Con le nuove tariffe rischio default del settore. Governo intervenga in sede di approvazione legge Bilancio”

Omeopatia. Le imprese: “Con le nuove tariffe rischio default del settore. Governo intervenga in sede di approvazione legge Bilancio”

Omeopatia. Le imprese: “Con le nuove tariffe rischio default del settore. Governo intervenga in sede di approvazione legge Bilancio”
Da gennaio 2019 tutti i medicinali omeopatici in commercio dovranno avere l’Autorizzazione (Aic) dell’Aifa. Ma l’associazione che riunisce i produttori del settore denuncia: “Le aziende omeopatiche hanno dimensioni inferiori rispetto alle farmaceutiche e non possono permettersi di affrontare gli stessi costi di registrazione degli allopatici”.

“Con la consegna dei dossier di registrazione all’Agenzia Italiana del Farmaco, gli omeopatici sono diventati farmaci. Questo non significa però che il medicinale omeopatico debba essere considerato alla stessa stregua dell’allopatico. Vanno tenute in considerazione le specificità dei prodotti”. Queste le parole del presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, al termine dell’incontro avuto oggi al Ministero della Salute dove ha rimarcato l’insostenibilità delle politiche tariffarie previste dal decreto Lorenzin del dicembre 2016.

“Le aziende omeopatiche hanno dimensioni inferiori rispetto a quelle che producono farmaci tradizionali – prosegue Gorga -. L’arnica non fattura quanto un antinfiammatorio di natura chimica. Di per sé la registrazione a cui siamo stati chiamati per i prodotti già sul mercato da oltre 30 anni è stata onerosa. Uno sforzo economico a cui ci siamo sottoposti  nel rispetto della legge e condividendo la necessità di allinearsi al quadro normativo europeo dopo decenni di incertezza. E’ però altrettanto vero e necessario guardare all’Europa anche per tutti gli altri aspetti che regolamentano l’omeopatia. Le tariffe che si andrebbero ad applicare a questi medicinali sono insostenibili per i fatturati del comparto. Capisco che a qualcuno possa dare fastidio, però è impensabile che ad ogni rinnovo dell’AIC si debbano pagare fra i 10 e i 20mila euro a dossier, e in alcuni casi anche oltre, esattamente come accade per i farmaci allopatici. Se poi ci sono variazioni nelle componenti di un medicinale omeopatico o anche solo delle modifiche societarie, vanno messe in conto integrazioni di alcune migliaia di euro”.

“Per questo – conclude il presidente di Omeoimprese – nei prossimi giorni invieremo al Ministero della Salute una nota con alcune proposte tariffarie più eque. Il Ministro Lorenzin, di cui siamo certi della comprensione delle nostre istanze, ha a disposizione uno strumento che è la legge di bilancio. E’ il momento dei fatti”.

08 Novembre 2017

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