Giovani medici pagati con pizza e birra per assistenza agli eventi sportivi. Bartoletti (Fimmg): “Vergogna che deve finire”

Giovani medici pagati con pizza e birra per assistenza agli eventi sportivi. Bartoletti (Fimmg): “Vergogna che deve finire”

Giovani medici pagati con pizza e birra per assistenza agli eventi sportivi. Bartoletti (Fimmg): “Vergogna che deve finire”
La denuncia è stata lanciata dalla TV di Fimmglazio che ha intervistato i creatori del gruppo facebook "giovani medici anti sfruttamento". Da qui sono emerse storie di ordinario 'sfruttamento' come questa: "Per garantire la copertura medica fissa negli incontri di serie B di una squadra di basket, hanno offerto ad una mia collega un compenso in natura: pizza birra ma non sempre, solo ogni tanto". Una speranza arriva ora dal decreto fiscale che apre all'equo compenso.

"Questa vergogna deve finire. L'Ordine deve stabilire il congruo compenso per le varie tipologie d'intervento eliminando questa giungla che discredita la professione medica e genera condizioni d'insicurezza per i pazienti" . Questo il commento del vice Segretario Nazionale vicario della Fimmg Pier Luigi Bartoletti a seguito della denuncia lanciata da Fimmglazio tv, che ha intervistato Lucrezia Trozzi e Nicola Pescetelli creatori del gruppo facebook "giovani medici anti sfruttamento" e che hanno messo in risalto il mondo sommerso della sotto occupazione medica.

Racconta Lucrezia Trozzi fondatrice e animatrice della pagina social: “Per garantire la copertura medica fissa negli incontri di serie B di una squadra di basket, hanno offerto ad una mia collega un compenso in natura: pizza birra ma non sempre, solo ogni tanto. La scusa è che in pratica doveva fare il medico di facciata, una presenza formale perché tanto c’era già il 118. Una vergogna e una follia vera, perché se succede il dramma, nostra è la responsabilità massima”. Nello sport pagare una miseria il medico è prassi diffusa, norma da nord a sud di questo nostro strano paese. Una grande società sportiva paga il lavortre.
 
Una speranza viene ora dal decreto fiscale, già approvato dal Senato ed ora assegnato alla Commissione Bilancio della Camera che introduce l'equo compenso per tutti i professionisti. 
 
“Questo è uno dei temi centrali della nostro impegno con la lista Medici Unita per il rinnovo dell’Ordine dei medici le cui votazioni sono previste per i primi giorni di dicembre – dice Pierluigi Bartoletti – questa vergogna deve finire. L’Ordine deve stabilire il congruo compenso per le varie tipologie d’intervento eliminando questa giungla che discredita la professione medica e genera condizioni d’insicurezza per i pazienti” . E anche per evitare la fughe desolate.
 
Dice uno dei post inseriti sul sito viene dalla Svezia e lo firma Marco: “Prima di andarmene – mi fecero un'ottima offerta. Aiuto in reparto medicina 40 ore settimanali più straordinari non pagati: 'Devi aiutare' per la fantastica cifra di 1200 lordi a Partita Iva quindi circa 500 netti, il tutto in struttura 70 km fuori città con spese ovvie di trasporto dato che treno/bus lì non ci arrivavano. Questo vista la mia esperienza e competenza. Assicurazione professionale a mio carico con super massimale, minimo un festivo al mese non retribuito in quanto pagavano già il Mdg. Felicemente svedese”. Tristemente vero.
 

21 Novembre 2017

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