Arezzo. Inaugurato l’hospice, Saccardi: “Sanità non può curare tutto ma può e deve prendersi cura di tutti”

Arezzo. Inaugurato l’hospice, Saccardi: “Sanità non può curare tutto ma può e deve prendersi cura di tutti”

Arezzo. Inaugurato l’hospice, Saccardi: “Sanità non può curare tutto ma può e deve prendersi cura di tutti”
Autorità, cittadini e professionisti della Asl hanno presenziato al taglio del nastro della struttura, situata accanto all’ospedale San Donato e realizzata grazie al contributo di Calcit Onlus. “Un segnale forte di umanità e rispetto della vita”, commenta il Dg Enrico Desideri. Per il direttore di Distretto Antonella Veri, “una giornata importante. L’hospice era molto atteso”.

Taglio del nastro nella palazzina Calcit, accanto all’ospedale San Donato, per l’hospice di Arezzo. “Quello che inauguriamo oggi – ha dichiarato l’assessore regionale Stefania Saccardi, presidente all’inaugurazione – è un bellissimo esempio di collaborazione tra istituzioni pubbliche e privato sociale. Un grande grazie al Calcit, che si muove sempre in sinergia con le istituzioni. La collaborazione tra Calcit e Asl dura ormai da molti anni, ed è questo il modo giusto di agire, con l’obiettivo comune della salute dei cittadini. La sanità non può curare tutto ma può e deve prendersi cura di tutti”.

“Migliorare la qualità della vita dei malati sottoposti a cure palliative, facendoci carico del loro dolore fisico e psicologico, affiancando le famiglie in un momento difficile. Questo è l’obiettivo del nostro hospice – ha dichiarato Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est – Per questa struttura e per questa opportunità dobbiamo ringraziare il Calcit e i tanti aretini che hanno sostenuto il progetto. L’hospice consente di evitare il ricovero in ospedale, grazie ad un luogo che ha le stesse caratteristiche di una casa ma che, allo stesso tempo, prevede un’offerta socio-sanitaria ad elevata intensità assistenziale e con competenze specialistiche. Per Arezzo e la sua provincia, si tratta di un segnale forte di umanità e rispetto della vita”.

“Un sistema di salute serio si prende cura delle persone soprattutto nei momenti più difficili della vita – ha detto il direttore sanitario Simona Dei – Proprio allora è importante essere presenti: per curare il dolore, trovare un senso ai giorni e alle ore, accompagnare nel percorso verso la fine, con competenza ma soprattutto con umanità. Ringrazio tutti coloro che permettono tutto questo con impegno e professionalità”.

“L’hospice – ha spiegato Pier Domenico Maurizi, direttore delle Cure Palliative – è una struttura sanitaria residenziale di cure continue ad alta complessità assistenziale. Prende in carico i pazienti in fase terminale quando, per una molteplicità di condizioni, il domicilio diventa inadeguato. L’hospice permette di proseguire le cure in un ambiente protetto, con trattamento assistenziale 24 ore su 24”.

“Per Arezzo è una giornata importante – ha detto Antonella Valeri, direttore del Distretto – L’hospice era molto atteso, anche per coloro che devono sottoporsi ad una terapia oncologica ed hanno bisogno di un punto di riferimento durante il percorso. Ringrazio il Calcit per il sostegno importante e anche la Diocesi, che ha contribuito per l’acquisto di alcuni arredi”.

“La palazzina torna completamente a servizio dei malati – ha dichiarato Giancarlo Sassoli, presidente del Calcit – Un fiore all’occhiello per la nostra sanità e per la popolazione. Grazie agli aretini che hanno contribuito a realizzarla e alla Asl per i lavori di ristrutturazione. Oggi mandiamo un segnale di civiltà e grande dignità verso coloro che devono essere accompagnati nel fine vita e i loro familiari”.

“Un ringraziamento a nome di tutta la città di Arezzo per questa struttura – ha concluso il sindaco Alessandro Ghinelli – L’hospice rappresenta un passo importante nell’eccellenza della cura e dell’assistenza: la presenza di un luogo dove i molteplici bisogni del malato sono facilitati e posti al centro dell’attenzione, è prova concreta del riconoscimento e del sostegno alla dignità e alla sensibilità delle persone più sofferenti e deboli e dei loro familiari, quanto mai essenziali nei momenti più delicati della malattia”.

15 Dicembre 2017

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