La Regione Lazio cambia le regole per la nomina dei direttori delle strutture complesse del Servizio sanitario regionale. Con la delibera n. 529 del 9 luglio 2026 la Giunta regionale ha approvato le nuove Linee di indirizzo che disciplinano criteri e procedure per il conferimento degli incarichi di direzione, sostituendo quelle adottate nel 2024. L’obiettivo dichiarato è rendere omogenee le procedure in tutte le aziende sanitarie del Lazio, rafforzando imparzialità, trasparenza e meritocrazia nella scelta delle figure apicali chiamate a guidare reparti e strutture complesse.
L’intervento si è reso necessario per recepire le novità introdotte dalla normativa nazionale, in particolare dal decreto legislativo 67 del 2026, che modifica la disciplina relativa alla composizione delle commissioni di valutazione negli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), e per aggiornare l’intero sistema regionale delle selezioni.
Vince chi ottiene il punteggio più alto
La principale novità riguarda il meccanismo finale di nomina. Il direttore generale non potrà più scegliere discrezionalmente il primario tra una rosa di candidati idonei (motivando la scelta), ma dovrà conferire l’incarico al professionista che avrà ottenuto il punteggio complessivamente più elevato al termine della selezione. In caso di parità sarà favorito il candidato più giovane, ma sarà il punteggio a decidere tutto.
Punteggio massimo 80
Ogni candidato potrà ottenere al massimo 80 punti, tra curriculum, colloquio ed eventuale opzione di esclusività di rapporto di lavoro. In particolare, con la valutazione del curriculum la commissione potrà assegnare fino a un massimo di 45 punti, 30 per il colloquio mentre il rapporto di lavoro esclusivo vale fino a massimo 5 punti.
Il curriculum rappresenta quindi l’elemento principale della selezione. Verranno valutati il percorso professionale, gli incarichi ricoperti, le responsabilità gestionali, i risultati conseguiti, il volume e la complessità dell’attività svolta, la formazione, l’attività didattica e la produzione scientifica, con particolare riferimento agli ultimi cinque anni.
Il colloquio servirà invece a verificare competenze cliniche, capacità organizzative, attitudini manageriali e qualità della proposta presentata dal candidato per la gestione della struttura. Per essere considerato idoneo sarà necessario ottenere almeno 21 punti su 30.
Quanto al punteggio per l’esclusività, la delibera prevede che i punti attribuiti possano essere “al massimo 5”, ma non chiarisce sulla base di cosa l’opzione di esclusività potrebbe avere un valore diverso tra un candidato e l’altro, mentre è evidente come il candidato che scelga il rapporto di lavoro esclusivo possa contare su punti extra rispetto a quello che non la sceglie. La delibera si limita a definire che “la Commissione, sulla base dell’opzione espressa dal candidato, attribuisce di conseguenza un punteggio, che concorre alla formulazione del punteggio complessivo. Restano comunque ferme le condizioni contrattuali derivanti dall’esercizio dell’opzione per il rapporto di lavoro esclusivo e le prerogative del Direttore Generale nella scelta finale dei candidati”.
Commissioni più controllate
Particolare attenzione è dedicata alla composizione delle commissioni di valutazione. a selezione è effettuata da una commissione composta dal direttore sanitario dell’azienda interessata e da tre direttori di struttura complessa nella medesima disciplina dell’incarico da conferire, dei quali almeno due responsabili di strutture complesse in regioni diverse dal Lazio. Le linee guida introducono inoltre criteri per favorire, ove possibile, la parità di genere.
“I direttori di struttura complessa – si legge nella Delibera sono individuati tramite sorteggio da un elenco nazionale nominativo costituito dall’insieme degli elenchi regionali dei direttori di struttura complessa appartenenti ai ruoli regionali del Servizio sanitario nazionale. Qualora fosse sorteggiato più di un direttore di struttura complessa della medesima regione ove ha sede l’azienda interessata alla copertura del posto, è nominato componente della commissione il primo sorteggiato e si prosegue nel sorteggio fino a individuare almeno due componenti della commissione direttori di struttura complessa in regioni diverse da quella ove ha sede l’azienda interessata. Se all’esito del sorteggio la metà dei direttori di struttura complessa non è di genere diverso, si prosegue nel sorteggio fino ad assicurare, ove possibile, l’effettiva parità di genere nella composizione della commissione, fermo restando il criterio territoriale”.
Per garantire imparzialità, le operazioni di sorteggio saranno pubbliche e continueranno a svolgersi con la collaborazione della Guardia di Finanza, nell’ambito del protocollo già sottoscritto con la Regione Lazio per il contrasto agli illeciti nella sanità.
Più trasparenza in ogni fase
La delibera introduce anche nuovi obblighi di pubblicazione. Prima della nomina definitiva dovranno essere pubblicati sul sito internet dell’azienda sanitaria il profilo richiesto, i curricula dei candidati ammessi al colloquio, i criteri di attribuzione dei punteggi, la graduatoria finale e la relazione della commissione.
Solo dopo almeno quindici giorni dalla pubblicazione di tutta la documentazione il direttore generale potrà formalizzare l’incarico, che sarà a sua volta pubblicato online.
Anche il dirigente nominato dovrà dichiarare formalmente l’assenza di situazioni di incompatibilità e di conflitti d’interesse, anche solo potenziali, come condizione per l’efficacia dell’incarico.
Regole anche per le strutture universitarie
Le nuove disposizioni disciplinano anche le strutture complesse a direzione universitaria. In questi casi la nomina sarà effettuata dal direttore generale d’intesa con il rettore dell’ateneo, sentito il dipartimento universitario competente, sulla base del curriculum scientifico e professionale del candidato.
Le aziende ospedaliero-universitarie e gli atenei dovranno inoltre definire procedure condivise e renderle pubbliche sui rispettivi siti istituzionali.
Contratto e tempi certi
Le linee guida stabiliscono infine che il contratto individuale del direttore dovrà indicare con precisione obiettivi, durata dell’incarico, modalità di verifica dei risultati, trattamento economico, possibilità di rinnovo e cause di cessazione. L’intera procedura dovrà concludersi entro sei mesi dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande.