Mangiacavalli (Ipasvi): “La Legge Bilancio dimentica gli infermieri. Emendamenti su Ria e ricercatori non ci comprendono”. Male anche proposta su orario di lavoro

Mangiacavalli (Ipasvi): “La Legge Bilancio dimentica gli infermieri. Emendamenti su Ria e ricercatori non ci comprendono”. Male anche proposta su orario di lavoro

Mangiacavalli (Ipasvi): “La Legge Bilancio dimentica gli infermieri. Emendamenti su Ria e ricercatori non ci comprendono”. Male anche proposta su orario di lavoro
"E' sorprendente – afferma la presidente Ipasvi - la scelta del Parlamento di approvare un emendamento che implementa, sia pure per il prossimo contratto le risorse, partendo dalla retribuzione individuale di anzianità (RIA),  il solo contratto della dirigenza medico e sanitaria e non quelle per il comparto che costerebbe poche centinaia di miglia di euro e non milioni. Lo stesso vale per la piramide della ricerca che ci esclude". Stop anche alla proposta pubblica sull’orario di lavoro emersa durante le trattative contrattuali.

La legge di Bilancio ha “dimenticato” infermieri e professioni del comparto in genere. E il contratto va rivisto sugli orari di lavoro, che assolutamente non vanno, sugli incarichi di coordinamento da valorizzare e su tutta la parte economica che a isorisorse penalizza i professionisti della Sanità.
 
Questi i concetti principali espressi dalla presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, Barbara Mangiacavalliin suo intervento sul sito istituzionale della Federazione.

La presidente Ipasvi, partendo dall’ennesimo stimolo per un’approvazione immediata del disegno di legge Lorenzin – trasferito ieri sera dalla conferenza dei capigruppo al Senato dall’ottavo posto tra i provvedimenti in discussione al terzo – che tra le altre novità trasforma in Ordini professionali gli attuali Collegi, sottolinea anche l’indifferenza nei confronti dei 700mila professionisti del comparto sanitario ignorati dalla legge di bilancio e le penalizzazioni che, invece, sono contenute finora nelle prime bozze di contratto in discussione all'Aran.

"La conferenza dei capigruppo al Senato – ha detto – ha raccolto le istanze di tutte le professioni e il disegno di legge sarà in Aula probabilmente prima di Natale, discusso dopo i Ddl su protezione dei testimoni di giustizia e orfani di crimini domestici. Già da questa sera e nei prossimi giorni, se nulla lo ostacolerà nel suo iter, potremmo avere la notizia che aspettiamo orai da oltre dieci anni.

Ma tornando alla legge di Bilancio “è sorprendente – afferma Mangiacavalli – la scelta del Parlamento di approvare un emendamento che implementa, sia pure per il prossimo contratto le risorse, partendo dalla retribuzione individuale di anzianità (RIA),  il solo contratto della dirigenza medico e sanitaria e non per il comparto che costerebbe poche centinaia di miglia di euro e non milioni: Ria e stabilizzazione dei ricercatori non riguardano il personale del comparto, non coinvolgono gli oltre 447mila infermieri (oltre 700mila unità di personale con le altre professioni che scontano gli stessi percorsi) che da questa legge di bilancio rimangono con un pungo di mosche delle quali la politica dovrà rendere loro conto al momento del redde rationem”.

E per quanto riguarda il nuovo contratto Mangiacavalli, giudicando “irricevibile” la proposta di parte pubblica sul nuovo orario di lavoro, sollecita una diversa considerazione anche per gli attuali coordinatori, pressoché ignorati dalle prime bozze del nuovo accordo.

“La proposta sulla funzione organizzativa-gestionale non coglie l’importanza strategica per il funzionamento delle Aziende sanitarie della funzione di coordinatore infermieristico sempre più rilevante sia nella nuova organizzazione del lavoro degli ospedali per complessità di cure, negli ospedali di comunità a gestione infermieristica e nelle strutture distrettuali e nelle cure primarie. Sono argomenti che un contratto dignitoso dovrebbe affrontare e risolvere, ma stiamo parlando di qualcosa che per essere conclusa deve far arrampicare sugli specchi parte pubblica e sindacati”.

La presidente Ipasvi sottolinea la necessità di tutelare la loro dignità economica prevedendo indennità di incarico degne di professionisti che hanno la responsabilità dell’organizzazione dell’assistenza, così come criteri di valutazione che aprano le porte ai compensi per le performance: “Non è possibile prevedere che ogni 3-5 anni si debba ripetere la  selezione per l’incarico: a valutazione positiva deve esserci la sua conferma: come già avviene in alcune regioni ma soprattutto nella dirigenza, l’incarico non può essere soggetto ad un nuovo bando se la valutazione è positiva, sarebbe destabilizzante”.

“Per la legge di bilancio i giochi sono ormai fatti – conclude – e la sensibilità dei parlamentari verso gli oltre 700mila professionisti del comparto sanitario non è stata brillante. Speriamo almeno che lo sia con una rapida approvazione del Ddl Lorenzin. Ma per il contratto i giochi sono ancora aperti: Aran e sindacati facciano la loro parte”.

21 Dicembre 2017

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