Giornata mondiale Aids. Iardino (Nps): “In Italia è ormai un rito senza senso”

Giornata mondiale Aids. Iardino (Nps): “In Italia è ormai un rito senza senso”

Giornata mondiale Aids. Iardino (Nps): “In Italia è ormai un rito senza senso”
Ecco tre esempi di iniziative, istituzionali e no, tre dimostrazioni di come il nostro Paese abbia ormai perso, ad ogni livello, la capacità di pensare e formulare proposte concrete nel contrasto all’infezione. A partire dal "tabù" intoccabile del preservativo

E’ desolante la assoluta mancanza di strategia e di contenuti che le istituzioni italiane preposte alla tutela della salute pubblica, la comunità scientifica ed anche il mondo associativo stanno dimostrando in occasione di questo 1 dicembre 2011.
 
Ecco tre esempi di iniziative, tre dimostrazioni di come il nostro paese abbia ormai perso, ad ogni livello, la capacità di pensare e formulare proposte concrete nel contrasto all’infezione.
Il 30 novembre, si sono tenuti ben due incontri tra mondo politico, medici e associazioni di lotta all’Aids, entrambi ai massimi livelli istituzionali: presso il Ministero della Salute, a pochi giorni dall’insediamento del nuovo Governo, e alla Camera dei Deputati, dove il Presidente Fini ha incontrato i rappresentanti delle associazioni facenti parte del Coordinamento Romano  HIV assieme al vice sindaco, Sveva Belviso.
 
Al Ministero della Salute, si parla di emergenze, di priorità, di prevenzione. Le associazioni nazionali sono tutte presenti, e così gli specialisti e l’alta dirigenza del dicastero. L’unico assente, è lui, il profilattico, il preservativo, il condom, comunque lo si voglia chiamare. Non viene nominato da nessuno, non un accenno all’unica efficace barriera contro l’Aids e molte altre malattie sessualmente trasmissibili (MST), come l’epatite. E sì perché il preservativo è l’unico mezzo che permette di conciliare l’attività sessuale con la profilassi. E, nel caso dell’Hiv, oggi, ormai è acclarato, la stragrande maggioranza dei contagi avviene per via sessuale, tra tutte le classi e le categorie sociali e a prescindere dalle proprie preferenze sessuali.

E invece no, tutti parlano esclusivamente di importanza delle terapie antiretrovirali e del test: sì testarsi è importante ma… il test è in grado forse di prevenire le infezioni? La terapia antiretrovirale riduce le infezioni, verissimo e grazie a queste terapie oggi l’Aids si è cronicizzato. Ma ci rendiamo conto che gran parte della spesa elevatissima di queste indispensabili terapie potrebbe essere evitata con la prevenzione banale, e a costo zero per la comunità, di un semplice preservativo? Silenzio imbarazzato.

Alla Camera il Presidente Fini e la vice sindaco hanno ricevuto i rappresentanti delle associazioni, invitate ad esprimere il loro punto di vista sullo stato dell’arte in materia di contrasto all’infezione e ad avanzare le loro proposte. Peccato che l’illustre ospite e la rappresentante del Comune di Roma, sbrigati i convenevoli e fatto il loro discorso di benvenuto mostrando consapevolezza della gravità della situazione sia a livello globale che interno, abbiano preso commiato dai loro interlocutori, ai quali non è restato che pronunciare le proprie denunce e le proprie proposte dinanzi ad un pubblico qualificato costituito da attivisti e rappresentanti delle organizzazioni impegnati nella lotta all’Aids che conoscono a memoria la situazione. Quale dunque l’utilità dell’iniziativa?
 
E infine un esempio di come anche l’associazionismo, che con le sue battaglie è da sempre stato la spina dorsale del contrasto alla diffusione del virus, abbia perso la sua capacità di veicolare messaggi chiari in assenza di efficaci iniziative pubbliche nel campo della prevenzione: la campagna che l’Arcigay nazionale ha prodotto in occasione del primo dicembre è un’arma carica cui è stata tolta la sicura: parlando di rapporti orali, anziché chiarire che l’unico strumento di prevenzione in grado di proteggere con sicurezza dalle MST è il profilattico, si dice con semplicità e chiarezza che, purché non vi siano contatti diretti con sperma e sangue, è possibile praticarlo liberamente…
Ecco come a distanza di 30 anni dall’inizio dell’epidemia non si contrasta l’Hiv e non si fa informazione!

Rosaria Iardino
Presidente onorario Nps

Membro della Commissione nazionale Aids

Rosaria Iardino

01 Dicembre 2011

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