Giornata mondiale sindrome di Down. “Cosa apporto alla mia comunità”, lo slogan del 2018

Giornata mondiale sindrome di Down. “Cosa apporto alla mia comunità”, lo slogan del 2018

Giornata mondiale sindrome di Down. “Cosa apporto alla mia comunità”, lo slogan del 2018
Si celebra domani in tutto il mondo e a New York si svolgerà la World Day Syndrome Conference, una conferenza internazionale presso la sede delle Nazioni Unite organizzata da Down Syndrome International che avrà come titolo "Cosa porto nel mio posto di lavoro" a sottolineare l'obiettivo di "permettere a tutte le persone con sindrome di Down di contribuire e vivere una vita lavorativa stimata, per essere pienamente inclusi nella comunità".

Domani, 21 marzo, è la Giornata mondiale della sindrome di Down (il 21 marzo è stato scelto perché la sindrome di Down colpisce il cromosoma 21) e si svolgerà anche la World Day Syndrome Conference, una conferenza internazionale presso la sede delle Nazioni Unite organizzata da Down Syndrome International e sponsorizzata ogni anno da missioni permanenti degli Stati membri delle Nazioni Unite e agenzie internazionali e organizzazioni non governative.

La Conferenza ha un tema ogni anno, che punta in generale a far avanzare i diritti umani delle persone con sindrome di Down e disabilità, utilizzando la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD ONU) e altri strumenti sui diritti umani. 

La conferenza di quest'anno sarà incentrata sul tema "Cosa apporto al posto di lavoro – Permettere a tutte le persone con sindrome di Down di contribuire e vivere una vita lavorativa stimata, per essere pienamente inclusi nella comunità”.

Un tema che si inserisce nel tema più generale della Giornta mondiale 2018 sintetizzato nello slogan "Cosa apporto alla mia comunità" che sta a significare come tutte le persone con sindrome di Down debbano avere l'opportunità di contribuire alla comunità e vivere una vita valorizzata e inclusiva in tutti gli aspetti della società.
 
La campagna di Down Syndrome International si propone di:
– spiegare in che modo le persone affette dalla sindrome di Down possono e danno contributi significativi durante la loro vita, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nella comunità in cui vivono, nella vita pubblica e politica, nella cultura, nei media, nel tempo libero e nello sport;
– spiegare come gli atteggiamenti negativi e la mancanza di conoscenza del loro potenziale come individui impediscano alle persone affette da sindrome di Down di avere opportunità di contribuire;
– responsabilizzare le persone con sindrome di Down (e quelle che le supportano) a difendere i loro diritti e a cercare opportunità di dare contributi significativi.
 
La giornata riunirà persone con la sindrome di Down, i loro sostenitori, i rappresentanti senior dei principali datori di lavoro, esperti nel campo dell'occupazione della disabilità, funzionari governativi e dell'Onu presso la sede delle Nazioni Unite a New York.
 
Obiettivo è raggiungere i principali attori interessati del mondo del lavoro per garantire che si rendano conto dei benefici possibili che si ottengono consentendo alle persone con sindrome di Down e disabilità di apportare contributi significativi sul posto di lavoro; quindi incoraggiare queste parti interessate ad aiutare a realizzare cambiamenti positivi.
 
I co-sponsor includono: missioni permanenti di Australia, Brasile, Canada, India, Israele, Giappone, Repubblica di Corea, Mongolia, Polonia e Regno Unito, Organizzazione internazionale del lavoro, International Disability Alliance e Inclusion International. UN-DESA (United Nations Department of Economic and Social Affairs) è un co-organizzatore.
 
Gli organizzatori della World Down Syndrome Day 2018, hanno collaborato con Down TV per fornire un hub per tutti i video che saranno realizzati e che possono essere inseriti su YouTube, Vimeo o Dalealplay compilando l’apposito modulo e includendo  l'hashtag #WDSD18 nel titolo del video.
 
Sarà possibile seguire in streaming la conferenza tramite la web TV Onu all’indirizzo:  http://webtv.un.org/

20 Marzo 2018

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