Cure fuori Regione/4. Saitta smorza polemiche: “Documento Regioni non è ancora stato varato, nostro scopo è solo quello di evitare eccessi nella mobilità”

Cure fuori Regione/4. Saitta smorza polemiche: “Documento Regioni non è ancora stato varato, nostro scopo è solo quello di evitare eccessi nella mobilità”

Cure fuori Regione/4. Saitta smorza polemiche: “Documento Regioni non è ancora stato varato, nostro scopo è solo quello di evitare eccessi nella mobilità”
“Non c'è alcuna intenzione di mettere in discussione i diritti di spostamento o di scelta del cittadino". "Stiamo discutendo, piuttosto per valutare indicazioni di appropriatezza per interventi ordinari nel privato accreditato. Bisogna tener conto che ci sono due esigenze, quelle delle Regioni del Sud che devono pagare, con un grande esborso di denaro a piè di lista, e quelle del Nord che ricevono e incassano”, così l'assessore alla Sanità del Piemonte e Coordinatore della Commissione salute delle Regioni.

“Singolare fuoco di fila su un documento allo studio della commissione Salute della Conferenza delle Regioni che ancora non è stato varato e il cui scopo sarebbe solo – come ha spiegato l’assessore del Piemonte, Antonio Saitta (che coordina la Commissione) – di cercare modalità e strumenti che rispetto ad eccessi della mobilità sanitaria fissino una “regolamentazione delle strutture sanitarie del privato accreditato al Servizio sanitario nazionale ai fini di una maggiore appropriatezza".
 
Prova a tranquillizzare gli animi Antonio Saitta dopo le polemiche: "Non c''è nessun provvedimento mirato a ridimensionare le cure fuori Regione. Abbiamo solo avviato un'analisi sul fenomeno del ricorso a strutture del privato accreditato lontano da casa per interventi ordinari. Non si parla, ovviamente, né di ospedali pubblici né di prestazioni complesse. Le Regioni del Sud e quelle del Nord sono aperte a ragionare per definire qualche regola in merito".
 
"Stiamo analizzando la mobilità sanitaria tra Regioni, in base ai dati di ciascuna realtà – ha aggiunto Saitta a margine della presentazione della XVII Giornata nazionale del sollievo, quest''anno organizzata proprio nella sede, a Roma, della Conferenza delle Regioni – allo stesso tempo stiamo valutando la dimensione, notevole, della mobilità, con spostamenti massicci dal Sud verso il Nord, sia verso ospedali pubblici che verso strutture accreditate. Ma se da un lato abbiamo legittimi spostamenti per complessità (alta, media o bassa), per la quale non ci sono problemi, dall''altro ci sono gli interventi ordinari, su cui stiamo riflettendo. E questo soprattutto su sollecitazione delle Regioni del Sud che si trovano nella situazione di dovere da una parte organizzare dei servizi e dall''altra pagare questi stessi servizi, fruiti nel privato accreditato, ad altre Regioni".
 
Insomma non c'è quindi "alcuna intenzione di mettere in discussione i diritti di spostamento o di scelta del cittadino", dice Saitta. "Stiamo discutendo, piuttosto – spiega – per valutare indicazioni di appropriatezza per interventi ordinari (cataratta per esempio) nel privato accreditato. Bisogna tener conto che ci sono due esigenze, quelle delle Regioni del Sud che devono pagare, con un grande esborso di denaro a piè di lista, e quelle del Nord che ricevono e incassano. Ora, il lavoro che dobbiamo fare è entrare nel dettaglio per garantire al paziente la cura migliore e soprattutto evitare anche spostamenti inutili". Insomma "è un lavoro verso l’appropriatezza”.

23 Maggio 2018

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