Carenza di medici. Per Di Sabatino (Uil Fpl Medici) “occorre integrare l’ospedale con il territorio”

Carenza di medici. Per Di Sabatino (Uil Fpl Medici) “occorre integrare l’ospedale con il territorio”

Carenza di medici. Per Di Sabatino (Uil Fpl Medici) “occorre integrare l’ospedale con il territorio”
Quel che il sindacato suggerisce è l’implementazione dei servizi territoriali unitamente all’organico specialista, dando rilevanza maggiore ai distretti sanitari, in grado di gestire la complessità delle prestazioni e dei servizi. Importante sarà anche la condivisione dei dati tra i vari professionisti in modo da creare ‘’un sistema’’ al fine di poter diminuire i costi sanitari in funzione dei risultati di salute rispetto ai costi sostenuti.

In questo ultimo periodo nelle varie testate giornalistiche si legge spessissimo, come mai visto prima, della carenza di organico specialistico nelle varie Ulss del Veneto e non solo. Le cause del problema ed i rimedi sono spesso tra loro confliggenti e così (o intanto) nel periodo estivo in alcuni ospedali si è ben pensato (sic!) ad una soluzione semplice: chiudere o alternare la chiusura ed apertura di alcuni reparti. “Se da una parte mancano circa duemila medici specialisti – afferma Giuseppe Di Sabatino, coordinatore Regionale Uil Fpl Medici Regione Veneto – dall’altra, è anche vero, che ci sono state delle responsabilità politiche di programmazione e di pianificazione nel corso degli anni ed a tutti i livelli. Mi riferisco ai vari governi che si sono succeduti dal 2005, sia nazionali che regionali. Una politica che nel corso degli anni ha asfissiato sempre di più il comparto pubblico avvantaggiando, se pur indirettamente, il privato”.

Certamente le responsabilità di questa situazione sono imputabili anche ad una programmazione errata del MIUR, così come ai vari patti di stabilità che, pur riducendo nel corso degli anni il personale pubblico, non ha portato a quella tanto attesa riduzione del debito; a questo si aggiunga come la riduzione degli organici abbia causato un aumento dei carichi di lavoro, penalizzando l’iter formativo e deteriorando il clima organizzativo all’interno delle varie Unità Operative. “Tutto questo ha avuto ripercussioni sullo stato di salute dei medici, degli operatori della sanità e non ha dato risposte ai bisogni di salute del cittadino come ad esempio le liste d’attesa – afferma ancora Di Sabatino – oltre che con l’avanzare dell’età della popolazione si ha un aumento della sopravvivenza e quindi un maggior numero dei cosiddetti ‘’pazienti fragili’’ affetti da più patologie, che necessitano di maggiore attenzione e cure. Pertanto – continua il dottore – il nostro suggerimento è quello di integrare l’ospedale con il territorio in modo tale da realizzare una continuità assistenziale in grado di dare una risposta efficace ed efficiente ai bisogni di pazienti che rappresentano il 4% della popolazione e che giustamente necessitano di assistenza particolare e di adeguate risorse”.

Per Di Sabatino “occorre creare una rete di servizi territoriali che prendono in carico il paziente cronico dal ricovero all’ospedale, alla dimissione dall’ospedale fino a curarlo nel proprio domicilio. Un ruolo importante spetta al distretto sanitario al quale è affidato la presa in carico del paziente. Il fulcro di questo modello è rappresentato dal medico di Medicina Generale a cui compete, attraverso la diffusione su tutto il territorio regionale delle Medicine di Gruppo Integrate, la gestione dei pazienti sul territorio”.

In buona sostanza ciò che il Dott. Di Sabatino suggerisce è l’implementazione dei servizi territoriali unitamente all’organico specialista, dando rilevanza maggiore ai distretti sanitari in grado, questi, di gestire la complessità delle prestazioni e dei servizi. Importante sarà anche la condivisione dei dati tra i vari professionisti in modo da creare ‘’un sistema’’ al fine di poter diminuire i costi sanitari in funzione dei risultati di salute rispetto ai costi sostenuti. “Vogliamo ricordare – conclude Di Sabatino – che l’attività del Medico è un’arte che non può essere ricondotta a logiche di mercato, né a numeri. Inoltre, grazie al contributo necessario e prezioso delle professionalità sanitarie possiamo dare quella risposta concreta ai reali bisogni di salute del ‘Popolo Veneto’”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

27 Agosto 2018

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