Diabete. Il Vidagliptin indicato anche per le forme gravi di insufficienza renale

Diabete. Il Vidagliptin indicato anche per le forme gravi di insufficienza renale

Diabete. Il Vidagliptin indicato anche per le forme gravi di insufficienza renale
La notizia arriva dall’Ue: a seguito di un test che ne ha valutato la sicurezza, il farmaco – già indicato per i pazienti senza insufficienza renale o nella sua forma lieve – è stato approvato anche per il trattamento di pazienti diabetici con insufficienza renale moderata o grave.

Approvato dalla Commissione Europea l’impiego del farmaco vildagliptin, per il trattamento di pazienti diabetici con insufficienza renale moderata o grave. La notizia arriva a seguito dei risultati del più ampio studio condotto fino ad oggi su un inibitore della DPP-4 – proteina presente sulla superficie della maggior parte delle cellule e che è implicata nella regolazione immunitaria e nell’apoptosi – nei pazienti con insufficienza renale.

L’approvazione della Commissione Europea estende l’impiego di vildagliptin, che era già indicato per i pazienti senza insufficienza renale o nella sua forma lieve. Lo studio che ha valutato la sicurezza e la tollerabilità del farmaco è stato uno studio, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, su 515 pazienti con diabete di tipo 2 e insufficienza renale moderata o grave ed è durato 24 settimane. Vildagliptin ha confermato un profilo di sicurezza simile al placebo e ha apportato significativi miglioramenti nel controllo glicemico, quando aggiunto alla terapia antidiabetica esistente.
Vildagliptin è un inibitore della DPP-4 che agisce proprio bloccando la degradazione nell’organismo delle cosiddette “incretine”, ovvero degli ormoni che stimolano il pancreas a produrre insulina. Il suo meccanismo d’azione agisce nella disfunzione delle cellule alfa e beta delle isole pancreatiche, che causa elevati livelli di zuccheri nel sangue nei pazienti con diabete di tipo 2.
“I risultati dello studio – ha spiegato Roberto Trevisan, Direttore USC Diabetologia Ospedali Riuniti di Bergamo – sono di particolare rilievo in quanto fanno di vildagliptin il primo farmaco orale di ultima generazione utilizzabile nei pazienti con diabete di tipo 2 con qualsiasi grado di insufficienza renale, coniugando un’adeguata efficacia nel migliorare il controllo glicemico, con una buona tollerabilità perfino nei soggetti diabetici in dialisi per i quali fino ad oggi l’unica opzione terapeutica era rappresentata dall’insulina”. Questo tipo di pazienti rappresentano ben un quarto degli oltre 3 milioni di italiani che combattono con il diabete.

Tra questi, molti pazienti anziani, categoria particolarmente a rischio di sviluppare insufficienza renale. “In generale la gestione del paziente diabetico con insufficienza renale pone ancora oggi notevoli difficoltà, poiché i farmaci antidiabetici più utilizzati in questa tipologia di pazienti (quali metformina, pioglitazone, sulfaniluree e repaglinide) possono essere associati a una serie di possibili effetti collaterali”, ha continuato Trevisan. “Ad esempio possono andare incontro a fratture, aumento di peso, acidosi lattica, ipoglicemie e possibile aumento del rischio cardiovascolare. Questi fenomeni tendono, oltretutto, a essere più frequenti nei pazienti anziani che presentano una maggiore frequenza di compromissione renale”.

L.B.

13 Gennaio 2012

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