La vera malattia è l’omofobia, non l’omosessualità

La vera malattia è l’omofobia, non l’omosessualità

La vera malattia è l’omofobia, non l’omosessualità

Gentile Direttore,
il rischio di patologia mentale, come la depressione, disturbi d’ansia o disturbo post traumatico da stress è 3 volte più alto per la popolazione LGBT, come riporta il National Alliance on Mental Illness. Ancora più minaccioso è quello che riporta il Trevor Project, ovvero che il suicidio è la seconda causa di morte per i ragazzi tra i 10 e i 24 anni ma è tentato 4 volte più spesso dai giovani omosessuali.
 
Molti studi hanno anche mostrato che la popolazione LGBT ha il rischio di 2 volte maggiore di abuso di alcol e droga rispetto ai coetanei eterosessuali. Un altro punto di cruciale importanza e che dovrebbe essere preso molto seriamente da società e clinici è il suicidio.
 
Grazie alle ricerche scientifiche sappiamo che chi è omosessuale ha la probabilità 5 volte maggiore di tentare il suicidio rispetto a chi è eterosessuale. In uno studio molto importante del National Center for Transgender Equality emerge che tra il 40% degli adulti transgender che hanno tentato il suicidio, incredibilmente il 90% di quegli individui ha dichiarato di averlo tentato al di sotto i 25 anni di età.
 
Grazie ad uno studio dell’AmericanJournal of Public Health sappiamo cheogni abuso, vittimizzazione, aggressione verbale o fisica verso persone LGBT aumenta di 2,5 volte la loro probabilità di sfociare nell’autolesionismo. In fine un dato estremamente allarmante emerge da uno studio del Family Acceptance Project nel 2009: le famiglie che rifiutano l’orientamento sessuale degli individui LGBT aumentano di 8,4 volte il tentativo di suicidio dei propri figli rispetto a famiglie che non rifiutano l’orientamento sessuale dei figli.
In conclusione la salute mentale della comunità LGBT è a rischio e deve essere tutelata dal punto di vista sociale, sanitario ed economico. L’omosessualità non è una malattia e chiunque dichiari il contrario diffonde odio, pregiudizio e violenza prive di qualsiasi fondamento scientifico.
 
La verità dal punto di vista scientifico è che l’omosessualità è una variante normale del comportamento sessuale ed umano, sia secondo l’Associazione Psichiatrica Americana, sia secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e sia secondo le tutte le altre associazioni mondiali della sanità. Inoltre non esistono prove scientifiche che supportino l’efficacia di un trattamento mirato a cambiare l’orientamento sessuale, sono ben noti invece i danni devastanti e irreversibili delle bandite ‘’terapie riparative’’.
 
Inoltre l'American Psychological Association, l'American Psychiatric Association, e la National Association of Social Workers affermano che "Le abilità delle persone gay e lesbiche e i risultati positivi per i loro figli non sono aree in cui ricercatori scientifici credibili possono dissentire. Affermazioni delle principali associazioni di esperti in quest'area riflettono un consenso professionale per cui i figli cresciuti da genitori lesbiche o gay non differiscono in alcuna considerazione importante da coloro che sono cresciuti da genitori eterosessuali. Nessuna ricerca empirica suggerisce il contrario".
 
La vera malattia oggi è l’omofobia.
 
Dr. Leano Cetrullo
Psicologo
Member of The American Psychological Association (APA)
Member of The British Psychological Society
Member of The UK Psychological Trauma Society

Leano Cetrullo

03 Novembre 2018

© Riproduzione riservata

Nelle parole del Presidente Mattarella, il saldo legame tra le celebrazioni della Repubblica e la Giornata dell’Infermiere
Nelle parole del Presidente Mattarella, il saldo legame tra le celebrazioni della Repubblica e la Giornata dell’Infermiere

Gentile Direttore, nella data del 2 giugno che ha celebrato i valori repubblicani, le parole pronunciate dal Capo dello Stato in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, il 12 maggio scorso,...

Liste di attesa e cruscotto 2.0: analisi multivariata del dato
Liste di attesa e cruscotto 2.0: analisi multivariata del dato

Gentile Direttore,alcuni giorni fa, Agenas ha reso note le risultanti dell’imponente lavoro di monitoraggio svolto sulle liste di attesa. Il cruscotto 2.0 rappresenta, senza dubbio, un’evoluzione del precedente modello. Il...

Professioni sanitarie. È tempo di superare definitivamente i vincoli del passato
Professioni sanitarie. È tempo di superare definitivamente i vincoli del passato

Gentile Direttore,il dibattito che si è aperto in Regione Lombardia sul Progetto di Legge n. 6 dedicato alle attività libero-professionali delle professioni sanitarie offre l'occasione per affrontare una questione che...

Liste di attesa e presa in carico delle persone più fragili: qualcuno se ne ricorda?
Liste di attesa e presa in carico delle persone più fragili: qualcuno se ne ricorda?

Gentile Direttore, nelle slide dell’Agenas di presentazione degli ultimi dati della piattaforma sulle liste di attesa l’ultima ha richiamato poca attenzione e invece andrebbe ripresa perché centra un aspetto fondamentale...