La revisione tariffaria e ruolo strategico del sistema privato accreditato
Gentile Direttore, la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento sanitario...
Gentile Direttore, la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento sanitario. Nello specifico, l’art. 8-sexies del decreto legislativo 502 del 1992 stabilisce criteri e principi su cui si basa la determinazione tariffaria: efficienza, appropriatezza e sostenibilità economica.
Giova ricordare che le attuali tariffe della specialistica ambulatoriale e protesica sono state definite con decreto del Ministero della Salute 25 novembre 2024, bocciato dal TAR Lazio con alcune sentenze la cui efficacia è stata differita al 22 settembre 2026. In previsione di questa scadenza, il Ministero della Salute è corso ai ripari con una nuova proposta di revisione tariffaria.
Tuttavia, delle 3.171 prestazioni, la revisione riguarda solo 670 prestazioni (il 21%) con aumenti che vanno dal 4% (visite) al 16,8% (biopsie). Una revisione che, dal 2027, impatterà sulla finanza pubblica per ulteriori 211 mln di euro, che andranno sommati ai 550 mln già previsti dal Decreto Tariffe.
Dall’analisi dei dati prestazionali ed economici forniti dal Ministero – desumibili dal Sistema Tessera Sanitaria per l’anno 2024 – emergono significative differenze regionali meritevoli di attenta riflessione anche in previsione dell’auspicata revisione dei criteri di riparto del FSN.
Nel 2024 in Italia sono state erogate circa 856 mln di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per una spesa pubblica (diretta + privata accreditata) di 13,6 mld di euro. Un volume enorme che equivale in media a circa 15 prestazioni per ciascun italiano.
Significative le differenze regionali: la Sardegna ha il minor numero medio di prestazioni di specialistica per abitante (10 vs 15), mentre Umbria e Marche hanno il numero più alto (19 vs 15). Differenze che possono dipendere da molti fattori anche patologici (inappropriatezza e iper-prescrizione).
In Campania, nonostante la massiccia presenza di strutture private accreditate, i volumi pro-capite sono inferiori alla media nazionale (12 vs 15). Per diretta conseguenza, anche la spesa sanitaria pro-capite della Campania è inferiore alla spesa media pro-capite nazionale (194 vs 231 euro).
Marcate le differenze regionali anche per quel che concerne la compartecipazione alla spesa dei cittadini (il ticket). In Italia, nel 2024, la contribuzione dei cittadini alla spesa della specialistica ambulatoriale è stata di 1,9 mld di euro (il 14% della spesa complessiva). Calabria, Molise e Puglia sono le regioni con la minore compartecipazione alla spesa dei loro cittadini (8% vs 14%). La Liguria, invece, è la regione in cui si registra la maggiore compartecipazione pro-capite.
Anche la Campania presenta una contribuzione inferiore alla media nazionale (22 vs 32). La deprivazione dei territori campani e il gran numero di esenti per reddito sono alla base del fenomeno.
Ma i dati ministeriali forniscono un ulteriore interessante elemento di riflessione, anche per quel che concerne il rapporto con il sistema privato accreditato. Il caso emblematico è quello campano. Dai dati ministeriali emerge che nel 2024 in Campania sono state erogate 68.180.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale per una spesa totale di circa 1,1 mld di euro.
Le prestazioni acquistate nel 2024 dal privato accreditato sono state 45.416.000 (il 67% del totale) per una spesa di circa 600 mln di euro (circa il 5% del FSR).
Ciò significa che quando il sistema privato accreditato viene gestito con validi strumenti di regolazione dei volumi prestazionali e correlati limiti di spesa, esso costituisce uno dei pilastri portanti per garantire la continuità assistenziale e la sostenibilità dei sistemi sanitari regionali.
La tabella illustra i volumi di prestazioni di specialistica ambulatoriale prodotti nel 2024 in ciascuna Regione, le prestazioni pro-capite, il costo complessivo e quello pro-capite, nonché l’incidenza della contribuzione del cittadino (ticket) alla spesa della macro area.
Antonio Salvatore Coordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di prossimità – ANCI Campania Vice-presidente della Fondazione Triassi per il management sanitario
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