Lazio. Schiavo (Anaao): “No a vincoli economici, se i Dg non parlano lo faremo noi medici”

Lazio. Schiavo (Anaao): “No a vincoli economici, se i Dg non parlano lo faremo noi medici”

Lazio. Schiavo (Anaao): “No a vincoli economici, se i Dg non parlano lo faremo noi medici”
Il rinvio a giudizio dei vertici ospedalieri del Policlinico Umberto I per responsabilità organizzative legate al Ps, impone una riflessione e un cambiamento di rotta a quanti gestiscono le risorse dei sistemi sanitari regionali. A denunciarlo il sindacato del San Camillo Forlanini.

Le regole economicistiche stanno mettendo in ginocchio l’assistenza senza produrre risparmi. E ora a farne le spese sono i pronto soccorso dei più grandi ospedali di Roma. Ma i medici non ci stanno più e si dichiarano pronti a testimoniare pubblicamente rischi e disagi per arrivare a un radicale cambiamento dei criteri gestionali.
 
A salire sulle barricate è l’Anaao Assomed dell’azienda San Camillo Forlanini dopo le notizie sul rinvio a giudizio dell’ex Direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma Ubaldo Montaguti per la morte, nel 2008, di un senza tetto registrato al pronto soccorso come codice verde e deceduto dopo dodici ore di attesa per arresto cardiaco. Una decisione della magistratura che “manda alla sbarra” i vertici ospedalieri per responsabilità organizzative. Un aspetto significativo per Bruno Schiavo, segretario aziendale del sindacato. “L’attenzione della magistratura non si limita in questo caso a chi opera in prima linea, medici e infermieri – ha sottolineato Schiavo –, ma si estende anche a chi ha la gestione delle risorse umane e strutturali. Nel caso specifico, secondo quanto riporta la stampa, a chi non ha assicurato un’adeguata dotazione organica al pronto soccorso. Da tempo denunciamo che i medici non possono essere responsabili di carenze strutturali e organizzative o di provvedimenti legislativi penalizzanti come il blocco del turnover, il taglio di posti letto, orari di lavoro che superano ogni ragionevole limite e che espongono a rischi anche gravi il cittadino. Ma il  coinvolgimento dei vertici aziendali è ora un segnale importante che merita la massima attenzione, in quanto dice inequivocabilmente che è necessario un cambio di rotta”.
In sostanza per il sindacato è arrivato il momento che anche i Direttori generali e le Regioni abbiano il coraggio di dire no alle regole dettate dall’Economia che, molto ragionieristiche e poco attinenti agli aspetti assistenziali hanno invece imposto vincoli inderogabili che di fatto penalizzano la cura ai pazienti e non producono risparmio. “Ricordiamo che anche la sentenza 8254 della Quarta sezione penale della Cassazione del marzo 2011 –  ha sostenuto Schiavo –  ha sancito la priorità dei criteri assistenziali e la tutela della salute del paziente, rispetto ai vincoli economici  affermando che “..i criteri di economicità, nel contenimento della spesa sanitaria, non possono prevalere sul diritto alla salute dei cittadini ricoverati negli ospedali ….”.
 
Se però, “per vincoli politico istituzionali, i vertici delle grandi aziende ospedaliere e della Regione continueranno a tenere le bocche cucite subendo il diktat ministeriale – ha chiosato Schiavo  – saranno i medici a testimoniare pubblicamente i rischi e i disagi della sanità, come quelli che si stanno verificando nel Pronto soccorso dei più grandi ospedali romani, e a chiedere un radicale cambiamento dei criteri gestionali”.

30 Gennaio 2012

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