Napoli. Allarme “barelle” ai pronto soccorso del Cardarelli e del Santobono

Napoli. Allarme “barelle” ai pronto soccorso del Cardarelli e del Santobono

Napoli. Allarme “barelle” ai pronto soccorso del Cardarelli e del Santobono
La denuncia è dell'Anaao Assomed Campania, che parla di una situazione ormai “insostenibile”. A causare questo sovraffollamento sarebbe stata la chiusura dei pronto soccorso di altri ospedali avvenuta "senza un’adeguata ristrutturazione della rete ospedaliera".

Solo nella giornata di ieri si sono contate oltre 200 barelle di pazienti in attesa di assistenza. Numeri record che però, ormai da mesi, stanno diventando una consuetudine per i Pronto soccorso degli ospedali “Cardarelli” e “Santobono” di Napoli. A denunciare questa situazione, giudicata ormai “insostenibile”, è stata la sezione regione Campania dell’Anaao Assomed, il sindacato della dirigenza medica.

Secondo il vice segretario regionale del sindacato e direttore di struttura complessa dell’ospedale “Santobono”, Fulvio Esposito, queste gravi difficoltà sono state causate dalla chiusura dei Pronto soccorso degli altri ospedali. “Chiusure avvenute per ragioni di bilancio ed attuate senza un’adeguata ristrutturazione e riorganizzazione della rete ospedaliera – ha precisato -. La situazione era già grave da mesi, ma nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un vero e proprio assalto difficile da gestire”.

Esposito ha denunciato, a fronte di tutto questo, il “silenzio” e “l’immobilismo da parte della Regione", nonostante si sia davanti a una situazione che "fa registrare ormai quotidianamente la presenza di almeno 80-100 barelle nei nostri Pronto soccorso”.

Per ragioni di bilancio, ha aggiunto il sindacalista, si sta mettendo in condizioni di “forte disagio il personale medico e gli infermieri costretti a turni massacranti nel tentativo di smaltire la mole di persone che affollano le nostre strutture di emergenza". "Tutto questo senza dimenticare anche i forti disagi a cui sono sottoposti gli stessi cittadini che, in queste condizioni, non possono avere garanzia di ricevere un’assistenza adeguata nonostante l’alto livello qualitativo del personale prestante servizio”.


 


G.R.

Giovanni Rodriquez

31 Gennaio 2012

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