Riforma della residenzialità psichiatrica in Piemonte: Saitta: “Tutti i lavoratori saranno tutelati”

Riforma della residenzialità psichiatrica in Piemonte: Saitta: “Tutti i lavoratori saranno tutelati”

Riforma della residenzialità psichiatrica in Piemonte: Saitta: “Tutti i lavoratori saranno tutelati”
Rispondendo a un'interrogazione in consiglio regionale sul riordino della residenzialità psichiatrica portato avanti dalla giunta Chiamparino, l'assessore alla Sanità Saitta ha chiarito: “L’obiettivo dei nostri provvedimenti è mettere ordine in un settore che per decenni non è stato governato, tutelando tutti gli operatori che vi lavorano”.

“Siamo al lavoro per tutelare tutti gli operatori delle strutture residenziali psichiatriche presenti in Piemonte”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che ieri pomeriggio in Consiglio regionale ha risposto a un’interrogazione sul riordino della residenzialità psichiatrica portato avanti dalla Giunta Chiamparino.
 
“L’obiettivo dei nostri provvedimenti – ha aggiunto l’assessore – non è certamente quello di danneggiare i lavoratori, ma di mettere ordine in un settore che per decenni non è stato governato, fissando regole uniformi su tutto il territorio regionale nell’interesse dei pazienti e delle loro famiglie, per evitare percorsi di cura non corretti e l’utilizzo improprio delle professionalità”.
 
"Nelle prossime settimane sarà inviato ai gestori un questionario per conoscere in modo dettagliato quanti dipendenti operano in ogni singola struttura e con quale tipo di qualifica.
 
Per quanto riguarda gli operatori socio-sanitari in ogni caso, si può già garantire fin d’ora che tutti gli operatori rimarranno al lavoro nelle rispettive strutture. Chi, ad oggi, è impiegato senza avere titolo idoneo avrà la possibilità di frequentare corsi specifici che saranno organizzati dalla Regione Piemonte.
 
La Giunta regionale è poi in attesa di conoscere l’evoluzione della normativa nazionale sulla figura di educatore, prevista nella Legge di bilancio in discussione in Parlamento, e gli effetti pratici della possibile equiparazione dei titoli riconosciuti".
 
"Qualora, anche successivamente alla modifica delle norme nazionali, ci fossero comunque situazioni di criticità – conclude Saitta -, ci impegniamo a trovare una soluzione per tutti i lavoratori che non risultassero titolati a svolgere attività all’interno delle strutture".

21 Dicembre 2018

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