Ospedale di Avezzano in esercitazione antisismica

Ospedale di Avezzano in esercitazione antisismica

Ospedale di Avezzano in esercitazione antisismica
Al momento della simulazione, ieri mattina, erano presenti nella struttura 355 persone, di cui 199 ricoverati. Evacuazione in pediatria per un incendio causato dalla scossa sismica. In azione l’unità di crisi aziendale. La prova, nel complesso, “è andata bene anche se, in un rapporto ai vertici aziendali, verranno messi in evidenza alcuni passaggi da migliorare”, riferisce la Asl.

Esercitazione antisismica ieri mattina all’ospedale di Avezzano. Quanto è scattato l’allarme nella struttura erano presente 355 persone, di cui 199 ricoverati, 68 accompagnatori (familiari) e 78 operatori sanitari. Allo scoccare dell’esercitazione ‘Exercise 2019’ che va in scena nel mulinare dei fiocchi di neve, tutti i reparti sono allertati e rispondono all’emergenza.

La scossa sismica, nella finzione della simulazione, ha causato un incendio in una della sale di degenza di pediatria: interviene la squadra interna della Asl per domare il fuoco con estintori. Il medico di turno, dr. Francesco Maccallini, ha quindi chiamato il centralino dell’ospedale per comunicare la situazione: presenti 8 degenti, 7 familiari e 4 operatori in servizio.  

“A seguito dell’incendio – riferisce una nota della Asl che fa il punto sull’esercitazione – vengono evacuati 5 piccoli pazienti mentre corsia e corridoio pullulano di persone da cui si leva un vociare diffuso e si registra una certa concitazione”.

L’allarme scatta in contemporanea in tutti gli altri reparti dell’ospedale in cui, coordinata dall’operatore sanitario più anziano, la gestione dell’emergenza prevede di indossare i gilet gialli, passare subito in ricognizione le sale di degenza e comunicare la situazione, cioè numero di presenti e feriti.

In ospedale le squadre operative interne Asl hanno le ricetrasmittenti, da utilizzare nell’eventualità che il sisma possa far saltare le linee telefoniche.

Alle 11.06, dopo 13 minuti dall’allarme sismico, l’unità di crisi dell’azienda sanitaria fissa una riunione operativa urgente all’interno della portineria dell’ospedale, quella dove si trovano le sbarre che regolano l’accesso all’interno dell’area ospedaliera.

L’Unità di crisi della Asl è composta dalla direzione sanitaria dell’ospedale, da componenti del vertici dell’azienda (direzione generale, amministrativa e sanitaria), dal pronto soccorso, dal servizio prevenzione e protezione e dall’ufficio tecnico. La riunione d’emergenza dell’Unità, all’interno della portineria, viene coordinata dalla dr.ssa Italia Galassi, affiancata dall’ing. Serena Parlante, del servizio prevenzione e protezione aziendale insieme ad altri operatori della squadra operativa.

Durante la riunione d’emergenza, in cui si fa il punto della situazione sullo stato strutturale dell’ospedale e gli eventuali danni, al centralino affluiscono freneticamente notizie dei reparti.

La dr.ssa Galassi chiama il centro operativo comunale e comunica i fatti salienti: ci sono 355 persone, di cui 199 ricoverati, alcuni feriti in chirurgia (ovviamente a titolo di simulazione)

L’Unità di crisi Asl avverte che è stata sospesa l’intera attività ordinaria dell’ospedale per concentrare tutti gli sforzi sull’emergenza. Viene fatto presente un fatto importante: l’attivazione del Peimaf, piano di emergenza interno per massiccio afflusso di feriti.

“La prova in ospedale – è il commento finale della Asl – nel complesso è andata bene anche se, in un rapporto ai vertici aziendali, verranno messi in evidenza alcuni passaggi da migliorare”.

14 Gennaio 2019

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