Perché diciamo no alla formazione “differenziata”

Perché diciamo no alla formazione “differenziata”

Perché diciamo no alla formazione “differenziata”

Gentile Direttore,
nel merito delle riflessioni recentemente diffuse dall’Osservatorio Giovani della FNOMCeO circa le implicazioni negative per il Ssn pubblico, equo e solidale, derivanti dall’ipotesi di introduzione di un regionalismo differenziato. Pur condividendo le preoccupazioni espresse per le potenziali ricadute sulla formazione medica pre e post-lauream, noi abbiamo da sempre sostenuto in tutte le sedi la necessità di sostenere un sistema formativo di riferimento per i medici e le professioni sanitarie universale ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, fermo restando le fisiologiche differenze di contesto, e che sia tale da garantire agli aspiranti medici adeguati standard di qualità della formazione su tutto il territorio nazionale, a garanzia della salute di tutti i cittadini italiani.
 
A tal fine, il SIGM ha sostenuto e continua a sostenere l’attuale sistema di accreditamento delle scuole di specializzazione di medicina, che ha adottato ed introdotto standard e requisiti minimi ed indicatori di performance assistenziali e formative (decreto interministeriale 402/17) in linea con quanto richiesto ai fini della spendibilità del titolo nel contesto dell’Unione Europea.
 
Siamo alla vigilia del completamento del primo ciclo di accreditamento delle scuole di specializzazione di medicina e, a conclusione del primo triennio, riteniamo un grave errore concettuale ipotizzare di “salvaguardare” l’esistenza di scuole di specializzazione che risultassero inottemperanti rispetto ai criteri di qualità previsti dalla Riforma dell’accreditamento.
 
Né riterremmo in alcun modo di avallare qualsivoglia ipotesi di “correggere” in corso d’opera i criteri di qualità al fine di preservare realtà formative che, negli anni, hanno dimostrato di non poter garantire performance adeguate in maniera autonoma. Tali scuole di specializzazione andrebbero riconfigurate all’interno delle reti formative delle scuole che dimostrino un accreditamento pieno.
 
Pertanto, rivolgiamo un appello ai Ministri dell’Università e della Salute affinché si facciano garanti di tale percorso di accreditamento, dotando l’Osservatorio Nazionale di una tecnostruttura dedicata e rendendo più efficace l’azione di monitoraggio capillare ad opera degli Osservatori Regionali, che a tal proposito dovrebbero essere presieduti da componenti terzi rispetto alle Università.
 
Inoltre, ai fini della prossima procedura di accreditamento chiediamo che vengano presi in debita considerazione anche i risultati della survey sull’opinione degli specializzandi in tema di qualità della formazione e dei servizi erogati dalle scuole di specializzazione che, da quanto ci è dato sapere, ha riscontrato un’adesione senza precedenti da parte degli iscritti alle scuole di specializzazione.
 
Chiediamo, altresì, che vengano rese pubbliche le valutazioni delle singole scuole di specializzazione e che alle scuole di specializzazione che documentino migliori performance formative venga assegnato un maggior numero di contratti di formazione, nel rispetto del potenziale formativo delle singole scuole. 
 
In ultimo, ma non da ultimo, fermo restando che l’accesso programmato sia un valore da preservare, laddove questo sia costruito sul bisogno di salute espresso dalla popolazione, crediamo che debba essere garantito a quanti intendano intraprendere il percorso della formazione medica un continuum formativo-professionalizzate, dall’accesso ai corsi di laurea, alla prosecuzione con la formazione post-lauream ed all’accesso al mondo del lavoro.
 
In tal senso, un modello virtuoso di ingresso alla formazione post-lauream cui guardare con interesse è quello in adozione in Francia.
 
Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM)

Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM)

11 Febbraio 2019

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