Policlinico Milano. Concorso per tecnici di radiologia, al test in 439, ma nessuno lo passa

Policlinico Milano. Concorso per tecnici di radiologia, al test in 439, ma nessuno lo passa

Policlinico Milano. Concorso per tecnici di radiologia, al test in 439, ma nessuno lo passa

Gentile Direttore,
il 4 Febbraio 2019, si è svolta, presso il Policlinico di Milano, la selezione per n.1 collaboratore tecnico di radiologia con incarico a tempo indeterminato. L’imminente turnover lavorativo e diverse mobilità, hanno reso negli anni, necessaria una selezione di concorso. Conoscerà la realtà di queste selezioni: graduatoria di 768 ammessi con e senza riserva (presentati 439, circa il 57% di adesione alle domande pervenute), aula affollata da giovanissimi colleghi e meno giovani, in cerca di una legittima ma agognata stabilità.


 


Consideri anche: tassa di partecipazione (15€ pro capite), spese di pernotto e vitto. Viene presentata una selezione con modalità 2 in 1, modalità affrontata precedentemente da altre aziende, che prevede l’esamina dei presenti nella prova scritta e prova pratica in unica giornata. No, non è un suicidio mentale, e ci aggiunga una serie di domande con un buon grado di selettività.

Risultato? Un sorprendente nessun ammesso alla prova finale nello stupore generale dei protagonisti e, appreso dalle ultime, anche dei non protagonisti. Può definirsi, una sconfitta di un intero gruppo professionale travolto da una febbre inguaribile. Le ragioni nascono da una serie di motivi riassunti in due punti: formazione e necessità.

A proposito di formazione: è stata più volte presentata e denunciata, una staticità formativa, visibile in quasi tutti i corsi di laurea degli atenei italiani. Un limite posto ad una meritata crescita professionale, quest’ultima vista quasi come utopica cura alle condizioni di subordinazione di tutte le professioni sanitarie. Una condizione patologica che ha come risultante un soggetto febbricitante da anni, un ammalato cronico: il professionista sanitario. Alcuni atenei hanno lasciato, nel corso di anni, insegnamenti a stessi insegnanti.

Continuano ad esserci professori che presentano incoerenza tra le proprie competenze e l’insegnamento affidato (lezioni di natura tecnica presentate da clinici). Mancanza di una standardizzazione dei piani formativi. Tirocini professionali non sempre all’altezza nel lasciare un bagaglio professionale ai TSRM del futuro che vengono presi sottogamba, inconsapevoli di quelle che saranno le selezioni di concorso come prima citato.

C’è da porsi una domanda: dopo questo dato lampante, il MIUR si domanderà sulla formazione che impartisce ai giovani tecnici? Forse sarebbe questa la domanda giusta da porre non quella di valutare gli atti. Qualche giorno dopo la notizia, si è presentata proprio questa richiesta.

Il Presidente dell’Ordine di TSRM e PSTRP di Milano Como Lecco Lodi Monza Brianza Sondrio ha richiesto l’accesso agli atti d’ufficio del concorso per valutare la difficoltà dei test proposti. Sembrerebbe, provando a vederci chiaro, un tentativo opportunistico di pubblicizzare istituzioni che soffrono di un momento difficile.

L’avvicinarsi del pagamento tassa d’iscrizione all’ordine (arriverà a fine mese), la questione premio assicurativo proposto dalla Federazione e riproposto per tutti coloro che hanno partecipato al primo anno d’obbligatorietà. Solo due dei temi che non trovano ancora chiare risposte tra gli iscritti.

Mi chiedo se davvero esista una linea comune, un filo conduttore, che unisca istituzioni – aziende ospedaliere – professionisti. Certo appare facile sui social additare colpe di disfatta a chi ha proposto qualcosa in controtendenza: le domande del concorso non appaiono essere prese dal più famoso libro di preparazione ai test per concorsi per Tecnici di Radiologia. Questo non vuole scaricare le responsabilità di una azienda ospedaliera che ha peccato di leggerezza nel credere che il test proposto fosse accessibile per almeno 1 tecnico.

Ho parlato di necessità: il risultato si pone contrario allo schema costi-benefici, ad entrambe le parti avrebbe fatto più che comodo creare una graduatoria con un numero corposo, utile a sopperire le mancanze di personale ripagando le spese di servizio. Una volta aver ordinato le idee, mi chiedo quale sarà il futuro?

Voci dicono che l’azienda bandirà nuovamente il concorso. Sicuramente ciò che invece non aiuta è la tentazione mediatica che distrae, crea risonanza su argomenti meritevoli di approfondimento strutturato. Nella speranza che Febbraio risulti davvero il mese della purificazione da una febbre cronica, causata da studiati tentativi individualistici.

Dott. Marco Bertolino
Tecnico Sanitario d Radiologia Medica – Ospedale “A.Manzoni” – ASST Lecco

18 Febbraio 2019

© Riproduzione riservata

Lombardia. Via libera all’accordo con le farmacie: 2,86 milioni tra indennità di residenza e fondo di solidarietà
Lombardia. Via libera all’accordo con le farmacie: 2,86 milioni tra indennità di residenza e fondo di solidarietà

La Giunta regionale della Lombardia, con deliberazione n. XII/6587 del 27 luglio 2026, ha approvato l'Accordo Integrativo Regionale (AIR) correlato all'Accordo Collettivo Nazionale (ACN) per la disciplina dei rapporti con...

Dispositivi medici. La Toscana punta sul value-based procurement per le gare d’acquisto
Dispositivi medici. La Toscana punta sul value-based procurement per le gare d’acquisto

Gentile Direttore,l’acquisto dei dispositivi medici, in costante crescita nella pratica clinica, richiede una transizione strategica verso modelli di value-based procurement, in linea con quanto già avviene per il settore farmaceutico....

Sulla gestione dell’Enpam chiedo solo trasparenza
Sulla gestione dell’Enpam chiedo solo trasparenza

Gentile Direttore,con riferimento alla nota diffusa dalla Fondazione ENPAM e pubblicata da Quotidiano Sanità il 27 luglio 2026, ritengo doveroso fare alcune precisazioni. Desidero anzitutto precisare un principio fondamentale del...

Autonomia differenziata. Senza modifica dei criteri di riparto del Fsn si rischia di passare da un diritto universale a un diritto territoriale
Autonomia differenziata. Senza modifica dei criteri di riparto del Fsn si rischia di passare da un diritto universale a un diritto territoriale

Gentile Direttore,ogni volta che si parla di autonomia differenziata in sanità scoppia il caos politico, che rischia di confondere le idee. Giova dir subito che l’autonomia differenziata, con la revisione...