Lazio. Procura ha aperto un’indagine su Pronto soccorsi di Roma

Lazio. Procura ha aperto un’indagine su Pronto soccorsi di Roma

Lazio. Procura ha aperto un’indagine su Pronto soccorsi di Roma
La Procura di Roma aperto un fascicolo,contro ignoti e senza ipotesi di reato, per indagare sulle presunte carenze nei pronto soccorso degli ospedali della Capitale. Marino (Pd): “Situazione di fragilità. Una risoluzione va trovata con urgenza”.

Dopo la denuncia delle condizioni critiche in cui versano i Pronto soccorso di Roma, a partire dal San Camillo Forlanini e dal Policlinico Tor Vergata, la Procura di Roma ha deciso di aprire un fascicolo,contro ignoti e senza ipotesi di reato, per indagare sulle presunte carenze nei pronto soccorso degli ospedali della Capitale. “Si tratta di un sistema fragile, sottoposto a una consunzione preoccupante”, ha commentato il presidente della commissione di Inchiesta sul Ssn, Ignazio Marino (Pd). “E' chiaro – ha aggiunto – che una risoluzione va trovata con urgenza e ben vengano gli approfondimenti della Procura, purché non si inneschi un clima di caccia alle streghe che non gioverebbe a nessuno. A mio parere pazienti, medici, infermieri e tecnici sono tutti vittime, in diversa misura, di un sistema in grave difficoltà”.

Da un approfondimento avviato recentemente dalla commissione sulla situazione in cui versano i maggiori nosocomi della Capitale, risulta che al Pronto soccorso dell'ospedale San Camillo nel 2011 sono state accolte più di 63mila persone a fronte di circa 900 posti letto; il Sandro Pertini nello stesso anno ha assistito 78mila persone con soli 342 posti letto a disposizione. Stessa situazione anche all'ospedale Sant'Eugenio che, sempre nel 2011, ha accolto al pronto soccorso 59mila persone, avendo 339 posti per la degenza; o al San Giovanni che ha contato oltre 68mila accessi ed è dotato di 659 posti letto.

Per Marino “è chiaro che una politica di soli tagli è insufficiente oltre che miope: nel Lazio la giunta regionale ha tagliato 2.500 posti letto” (quasi 45 mila in tutta Italia dal 2000 al 2009). "Non si tratta necessariamente di un errore – ha aggiunto Marino -, ma bisogna accompagnare tale riduzione con l'avvio di soluzioni alternative. Investire sulla sanità territoriale, mettere a disposizione poliambulatori efficienti per gli ammalati con patologie croniche e per coloro che possono essere curati fuori dagli ospedali. Tutto ciò nel Lazio ancora manca in larga parte".
 

16 Febbraio 2012

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