Taranto. Iss: livelli di diossine e PCB nel latte materno più elevati in città che in Provincia. Tendenza in diminuzione

Taranto. Iss: livelli di diossine e PCB nel latte materno più elevati in città che in Provincia. Tendenza in diminuzione

Taranto. Iss: livelli di diossine e PCB nel latte materno più elevati in città che in Provincia. Tendenza in diminuzione
Lo studio, commissionato dall’Ilva, ha rilevato che nelle donatrici residenti a Taranto e Statte le concentrazioni degli inquinanti sono risultate più elevate di quelle riscontrate nelle donne residenti in Provincia, con un aumento compreso tra il 18 e il 38% a seconda delle sostanze considerate. I risultati sono sovrapponibili a quelli emersi in studi simili in altre zone industrializzate d'Italia e suggeriscono una riduzione dell’esposizione a queste sostanze.

"Si è concluso lo studio, durato tre anni, per valutare l’esposizione a diossine e PCB in donne di Taranto e provincia tramite l’analisi del latte materno. Mediamente, lo studio ha mostrato una concentrazione di queste sostanze nel latte nelle donne residenti a Taranto e Statte del 28% più elevata rispetto a quella delle donne residenti in provincia. in linea con quanto osservato in altre aree industrializzate in Italia". È quanto si legge in un comunicato dell'Istituto superiore di sanità.

"Lo studio è stato commissionato da ILVA all’Istituto Superiore di Sanità – prosegue la nota -, che lo ha realizzato in collaborazione con il Dipartimento Prevenzione dell’Asl di Taranto, nell’ambito del decreto del Ministero dell’Ambiente del 2012 con il quale si imponeva il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’esercizio dello stabilimento siderurgico prevedendo, con una specifica norma, la realizzazione di un biomonitoraggio per determinare la concentrazione di diossine e PCB nel latte materno nella zona di Taranto".

"Nelle donatrici residenti a Taranto e Statte – spiega l'Iss – le concentrazioni degli inquinanti sono risultate più elevate, in modo statisticamente significativo, di quelle rilevate nelle donne residenti in Provincia con un aumento compreso tra il 18 e il 38% a seconda delle sostanze considerate (diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili) e pari al 28% per l’insieme delle sostanze ad azione diossina-simile.
Secondo i correnti approcci di valutazione, le concentrazioni di diossine e PCB in entrambi i gruppi di donne sono associabili a una bassa probabilità di effetti avversi per la salute".

“Lo studio che abbiamo realizzato in collaborazione con la Asl di Taranto mostra che l’esposizione delle donne residenti nell’area urbana è superiore, in modo statisticamente significativo a quella delle donne residenti in provincia – afferma Elena De Felip del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità – ed è sovrapponibile a quella riscontrata in studi simili in altre zone industrializzate presenti in Italia. Il confronto con i risultati di altri studi di biomonitoraggio effettuati negli anni precedenti a Taranto e provincia suggerisce, inoltre, che nel tempo ci sia stata una riduzione dell’esposizione a queste sostanze".
 
"Questi risultati – conclude De Felip – sono stati ottenuti grazie al prezioso contributo dei colleghi della Asl di Taranto il cui impegno sul territorio è stato per noi determinante”.

"Per realizzare lo studio sono stati raccolti e analizzati complessivamente 150 campioni di latte, 76 appartenenti al gruppo delle donne residenti a Taranto e Statte, e 74 appartenenti al gruppo delle donne residenti in Provincia, in un’area quindi di controllo localizzata a più di 30 km da Taranto. Le donne arruolate – conclude la nota – avevano caratteristiche simili: primipare di età compresa tra i 25 e i 40 anni e residenti in zona da almeno dieci anni".  

10 Aprile 2019

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