Caso Venturi. Omceo Bologna chiede verifica legittimità operato della Procura di Bologna che indaga sui 9 consiglieri che hanno votato la radiazione

Caso Venturi. Omceo Bologna chiede verifica legittimità operato della Procura di Bologna che indaga sui 9 consiglieri che hanno votato la radiazione

Caso Venturi. Omceo Bologna chiede verifica legittimità operato della Procura di Bologna che indaga sui 9 consiglieri che hanno votato la radiazione
Lo annuncia in una nota il presidente Giancarlo Pizza che ritiene “inimmaginabili e certo non attribuibili ai membri della Commissione disciplinare”, le ipotesi di reato ad essi attribuiti dalla Procura bolognese. Da qui la richiesta di intervento della Procura di Ancona per una verifica di legittimità.

“Nella mia qualità di Presidente dell’Ordine ed a salvaguardia dell’Organo Ausiliario dello Stato che rappresento ho promosso, presso la sede inquirente territorialmente competente (Ancona), una verifica della legittimità delle azioni condotte dalla Procura della Repubblica di Bologna nella vicenda”, l’annuncio questa mattina in una nota del presidente dell’Omceo di Bologna Giancarlo Pizza che giunge a due settimane dalla notizia delle indagini per abuso d'ufficio sui 9 consiglieri dell’Ordine che avevano votato la radiazione dell’Assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna Venturi.
 
“L’Ordine dei Medici di Bologna – si legge nel comunicato – pur avendo prestato la più ampia ed incondizionata disponibilità rispetto alle richieste della Procura, ben oltre ogni dovere di collaborazione istituzionale, constata con rammarico che le indagini, dichiaratamente esplorative, condotte dagli organi inquirenti in merito alla nota vicenda della radiazione di un medico iscritto, siano confluite nella formulazione di ipotesi di reato, quali l’abuso di ufficio, inimmaginabili e certo non attribuibili a membri della Commissione disciplinare per il doveroso esercizio delle proprie funzioni”.
 
 
Il presidente Pizza spiega poi che “l’iniziativa è stata adottata anche avuto riguardo alle disposizioni normative che contemplano pure in capo al Procuratore della Repubblica di doversi  ordinariamente avvalere della facoltà di ricorrere alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (C.C.E.P.S.) rispetto ai provvedimenti di riservata competenza ordinistica – disciplinari e non – nel caso in cui la medesima Procura ne avesse ravvisato eventuali profili di inadeguatezza, illegittimità o qualunque altro vizio ritenuto sussistere”.
 
“In tale contesto legislativo – sottolinea ancora il presidente dell’Omceo di Bologna – tutti gli enti ed organi istituzionali ivi contemplati – Ordine, Commissione Medica, Ministero della Sanità e Procura della Repubblica – trovano compiutamente delineati ed assegnati i rispettivi ruoli, competenze e funzioni cui dovrebbero essere conformate ed improntate le rispettive operatività pariteticamente esercitabili anche quali necessari possibili contraddittori avanti quel Giudice Speciale, rappresentato dalla nominata C.C.E.P.S., avente esclusività  giurisdizionale in materia disciplinare, ed, in ultima istanza, avanti la Suprema Corte di Cassazione”.
 
E proprio alcune di queste motivazioni sono alla base della richiesta di vaglio delle iniziative della Procura della Repubblica di Bologna.
 
“A tutto voler concedere non può certo sfuggire ogni considerabilità in ordine al fatto che è stato adottato un provvedimento che si trova in pendenza di termini per la proposizione da parte degli interessati di ricorso alla nominata C.C.E.P.S. e per il quale si pone un problema di condizionamento oggettivo circa l’instaurazione di un “naturale” contraddittorio, sia a livello partecipativo che decisorio, con una formulata ipotesi di reato pendente quale ineludibile convitato di pietra”, conclude Pizza.

15 Aprile 2019

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