Gli avvocati della “malasanità” alla Fnomceo: “La polemica contro di noi sembra puntare all’obiettivo dell’impunibilità dei medici”

Gli avvocati della “malasanità” alla Fnomceo: “La polemica contro di noi sembra puntare all’obiettivo dell’impunibilità dei medici”

Gli avvocati della “malasanità” alla Fnomceo: “La polemica contro di noi sembra puntare all’obiettivo dell’impunibilità dei medici”
Secondo i fondatori di Sportello Legale Sanità, la posizione della Fnomceo sulla loro campagna Sms mostra “una realtà del tutto diversa”. “Non capiamo cosa ci possa essere di sbagliato nell’informare i cittadini sul loro diritto ad ottenere un risarcimento”.

“La posizione del Presidente della Federazione Nazionale Ordine dei Medici (FNOMCEO), Filippo Anelli, sulla campagna sms che ‘inviterebbe i cittadini a promuovere sempre e comunque contenziosi nei confronti dei medici’, mostra una realtà del tutto diversa da quella nella quale operano associazioni serie come lo Sportello Legale Sanità”, così in una nota stampa inviata alla nostra redazione gli Avvocati Francesco Angelini e Francesco Barucco, fondatori dello Sportello.
 
“Non capiamo cosa ci possa essere di sbagliato nell'informare i cittadini sul loro diritto ad ottenere un risarcimento in caso di accertata negligenza di un medico o di una struttura. Peraltro, se un ospedale viene condannato ad un risarcimento, non lo decide certo un'associazione o un avvocato, ma un giudice sulla base di una consulenza di uno medico specialista. Viene da pensare che questa sterile polemica voglia piuttosto puntare all'ardito obiettivo della impunibilità, sempre e comunque, dei medici”, proseguono i due legali.
 
“Il ruolo delle associazioni specializzate nella tutela dei cittadini vittime di errate prestazioni mediche – aggiunge nella stessa nota stampa l'avv. Francesco Lauri, Presidente di Osservatorio Sanità – è fondamentale sotto un duplice aspetto, da un lato garantire una valutazione seria e scrupolosa a quanti ritengano di aver subito una torto, dall'altro salvaguardare i medici diligenti da giudizi iniqui e temerari giacché, nella stragrande maggioranza dei casi, il cittadino viene dissuaso dall'agire non sussistendone i presupposti”.

12 Maggio 2019

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