Cittadinanzattiva su Polo medico Inps. “Primo passo per dare risposte su lentezza e burocrazia  in tema di invalidità e handicap”

Cittadinanzattiva su Polo medico Inps. “Primo passo per dare risposte su lentezza e burocrazia  in tema di invalidità e handicap”

Cittadinanzattiva su Polo medico Inps. “Primo passo per dare risposte su lentezza e burocrazia  in tema di invalidità e handicap”
Così il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso, commenta la proposta del Presidente Tridico circa la costituzione di un Polo medico Inps. "La presenza di medici contrattualizzati, come richiesto da Tridico, sarebbe un’ulteriore garanzia di qualità per i servizi resi al cittadino. Ci auguriamo quindi che questo rappresenti solamente il primo passo per dare risposte concrete alle richieste di migliaia di cittadini".

“Accogliamo con favore la proposta del Presidente Tridico circa la costituzione di un Polo medico Inps perché speriamo possa contribuire ad alleviare i gravi disagi ai cittadini, determinati dalle lunghe attese per ricevere il riconoscimento dell’invalidità civile e dalla superficialità che talvolta caratterizza le visite di accertamento. La presenza di medici contrattualizzati, come richiesto da Tridico, sarebbe un’ulteriore garanzia di qualità per i servizi resi al cittadino”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

Dal XXI Rapporto Pit Salute, presentato da Cittadinanzattiva a dicembre 2018, le segnalazioni inerenti l’invalidità civile (12,2%) evidenziano come sempre la lentezza dell’iter burocratico (50,5%), a seguire l’esito negativo degli accertamenti (26,7%) e i lunghi tempi per l’erogazione dei benefici e delle agevolazioni (16,6%). Per la convocazione a prima visita si può attendere fino a 7 mesi e mezzo, per la ricezione del verbale fino a 9 mesi e mezzo e per la erogazione dei benefici economici anche 12 mesi. In media per tutto l’iter il cittadino attende 12 mesi. Dal XVI Rapporto sulle politiche della cronicità 2018 le difficoltà su invalidità ed handicap persistono per oltre la metà delle Associazioni (57,5%) e riguardano, in particolar modo, il comportamento delle commissioni mediche, che conducono la visita in modo superficiale, sottovalutano la patologia perché non la conoscono, giudicano la stessa malattia con estrema variabilità (69,4%).

“Ci auguriamo quindi – conclude Gaudioso – che questo rappresenti solamente il primo passo per dare risposte concrete alle richieste di migliaia di cittadini, che da troppi anni chiedono il rispetto dei propri diritti e della propria dignità, soprattutto se in una condizione di fragilità e malattia”.

24 Maggio 2019

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