Palumbo (Pdl): “Dal Ddl sulle sperimentazioni può arrivare una grande spinta”
Onorevole Palumbo, come incentivare un settore così importante per la sanità pubblica?
Molte azioni sono già state intraprese per potenziare la ricerca. Abbiamo varato alla Camera un Ddl sulle sperimentazioni cliniche, voluto fortemente dal precedente ministro della Salute Ferruccio Fazio, che è ora all’attenzione del Senato. Con il cambio di Governo c’è stata una battuta d’arresto, ma speriamo che la proposta vada in porto quanto prima, anche perché il Ddl si muove proprio nella direzione del potenziamento della ricerca.
È prevista un rimodulazione dell’Agenzia del farmaco, punto nodale per favorire la sperimentazione; la rivisitazione dei Comitati etici, che vengono riordinati per evitare una loro proliferazione eccessiva negli ospedali. Soprattutto sono previsti tempi più brevi per l’approvazione delle sperimentazioni e della messa in commercio del farmaco. Solo così possiamo incentivare la ricerca nel nostro Paese anziché vederla migrare all’estero come avviene oggi.
Un'altra possibile soluzione potrebbe arrivare dalla partecipazione delle aziende farmaceutiche: hanno interessi propri, ma muovendosi in un ambito di totale trasparenza e chiarezza di rapporti potremmo anche arrivare ad una collaborazione.
Che tempi prevede per l’attuazione del Ddl?
Siamo in un momento politico particolare, per cui fare previsioni è arduo. Ma ritengo che alcune delle proposte che avevamo messo in cantiere sotto il precedente Governo possano essere portate avanti e confido che possano essere attuate nell’ambito di questa legislatura. Abbiamo fatto in tal senso una richiesta al ministro della Salute Renato Balduzzi.
Possiamo sperare in un ampliamento degli incentivi economici anche per la ricerca?
In questo momento mi sembra difficile. Non lo escludo per il futuro, soprattutto per la grande importanza che svolge la ricerca non profit in particolare per alcune patologie.
06 Marzo 2012
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