Anelli (Fnomceo): “Dati drammatici, va garantito il diritto alla salute”
“La FNOMCeO ha più volte espresso la sua preoccupazione sulle condizioni sanitarie e di vita, con pesantissime e documentate ricadute sul tessuto sociale, degli abitanti dell’area di Taranto – aggiunge Anelli -: lo ha fatto a Bari, il 16 settembre 2016, quando il Consiglio nazionale chiese che il Governo, di concerto con la Regione, adottasse ogni possibile misura per rimuovere le cause e far fronte nell’immediato, anche in termini di dotazione strutturale, alle straordinarie esigenze di salute della cittadinanza. Lo aveva fatto già nel 2013 a Taranto, quando il Comitato Centrale, riunendosi proprio in quella città, intese esprimere vicinanza e sostegno all’azione di denuncia e di stimolo da anni intrapresa dall’Ordine provinciale e da altri Ordini di Puglia”.
“Attendo di esaminare lo studio con la commissione dell’Ordine appositamente costituita, prima di esprimere valutazioni ufficiali – spiega il Presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto, Cosimo Nume -. Da una prima lettura dei dati, sembrerebbe emergere tuttavia la conferma che l’attenzione dell’Ordine di Taranto alle criticità ambientali del nostro territorio è stata più che opportuna e deve proseguire sempre in maniera istituzionalmente stringente e documentata, e che ogni possibile intervento deve essere invocato e perseguito per garantire che il diritto alla salute dei nostri concittadini venga anteposto ad ogni altra considerazione, più o meno utilitaristica”.
“I dati dello Studio Sentieri confermano per l'ennesima volta la necessità e l'urgenza di una profonda riforma che riunifichi le politiche per la salute e per l'ambiente, attualmente separate in distinti Ministeri, distinte agenzie regionali e territoriali” afferma il Coordinatore della Commissione Professione, Salute Ambiente e Sviluppo Economico della Fnomceo, Emanuele Vinci.
“Alcune considerazioni più specifiche sono doverose – continua Vinci – Innanzitutto, lo Studio Sentieri si basa su indagini epidemiologiche che poggiano sui dati relativi ai ricoveri ospedalieri, su quelli di mortalità e del registro tumori. Tutti dati, cioè, che si raccolgono quando la malattia è già avanzata e acquisita. Per una prevenzione più efficace bisogna invece spostare la sorveglianza sanitaria sulle prime fasi della malattia. Da qui il Progetto Medici sentinella dell'Ambiente, messo in campo dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri (FNOMCEO) e dalla Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) e approvato dal Ministero della Salute, che consiste in una rete di medici che sorvegliano, sul territorio, le patologie ambiente – correlate”.
“La seconda considerazione è che i dati sul monitoraggio degli inquinanti ambientali e alimentari sono rapportati ai valori soglia dei singoli inquinanti e pesticidi, che sono determinati a livello tossicologico su studi di citotossicità in vivo e in vitro riferiti alla singola sostanza – continua Vinci -. È intuibile che la sommatoria di tutti gli inquinanti e pesticidi (singolarmente anche sotto soglia) possa provocare danni alla salute e spiegare così gli allarmanti dati epidemiologici, al di sopra delle medie regionali e nazionali”.
“Infine, le procedure di Valutazione del Danno Sanitario (VDS) sono definite ex-post in quanto sono attivate solo se si documentano inquinanti al di sopra dei valori soglia –conclude Vinci -. Vanno invece attuate le procedure di Valutazione dell’Impatto sulla Salute (VIS), che valutano preventivamente l'esposizione agli inquinanti, e quindi sono attivate indipendentemente dal superamento dei valori soglia”.
06 Giugno 2019
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