Osteopati. Roi: “Decreti attuativi subito, operatori e pazienti non possono più attendere”

Osteopati. Roi: “Decreti attuativi subito, operatori e pazienti non possono più attendere”

Osteopati. Roi: “Decreti attuativi subito, operatori e pazienti non possono più attendere”
La categoria attende il varo dei decreti ministeriali per dare piena attuazione alla legge che ha individuato la professione sanitaria dell’osteopati. Le priorità: ingresso a pieno titolo nelle strutture ospedaliere e una più stretta collaborazione con i medici. Sciomachen: “Per la sicurezza di tutti è necessario uscire al più presto da questa situazione di limbo”

“È tempo di dare risposte ai 10 milioni di cittadini italiani che si rivolgono con fiducia all’osteopatia. Per la sicurezza di tutti, operatori e pazienti, è necessario uscire al più presto da questa situazione di limbo. Bisogna quindi varare i decreti ministeriali per dare piena attuazione alla legge che ha individuato la professione sanitaria dell’osteopata”.
 
È questo l’appello lanciato da Paola Sciomachen, presidente del Roi, Registro degli Osteopati d'Italia, alle istituzioni durante il Congresso annuale in corso a Roma dedicato quest’anno al tema dell’osteopatia al servizio del paziente con cronicità.
 
“Siamo dispiaciuti e sorpresi di non aver potuto contare sulla presenza di alcun rappresentante del ministero della Salute al Congresso del Roi 2019 – ha detto – era importante per i 4mila osteopati del Roi e i milioni di cittadini che si avvalgono delle cure osteopatiche avere rassicurazioni sui tempi dei decreti. I nostri professionisti sanitari meritano le stesse tutele di tutti gli altri”
 
 “Chiediamo che si completi nel più breve tempo possibile l’iter dei decreti attuativi che devono indicare gli ambiti di attività, le competenze e la formazione degli osteopati italiani nonché la definizione delle equipollenze dei titoli di studio. In questo anno e mezzo la categoria ha avuto qualche incontro con gli uffici tecnici del Ministero della Salute sul profilo professionale. La nostra preoccupazione – ha aggiunto Sciomachen – è che i tempi si allunghino lasciando gli osteopati in una situazione di vuoto legislativo ormai difficile da gestire”.
 
Nel corso del Congresso sono stati presentati i risultati della ricerca, realizzata da Lattanzio Monitoring & Evaluation per il Roi, che ha coinvolto i circa 4mila associati Roi, tramite la somministrazione di un questionario semi-strutturato. I partecipanti alla survey sono stati 771 pari a circa il 20% dell’universo di riferimento.
 Secondo la ricerca, se da un lato l’osteopata si dichiara molto soddisfatto della sua scelta professionale (il 62% del campione), dall’altro esprime un giudizio opposto sul riconoscimento dell’osteopatia rispetto alle altre discipline mediche con un 65% di insoddisfatti.
 
Ai primi posti tra le attese per il futuro della professione osteopatica figurano il bisogno di una maggiore collaborazione con i medici (espressa dal 74% degli intervistati), l’estensione delle agevolazioni fiscali sulle spese sanitarie di cui i pazienti non potranno godere fino al varo dei decreti (63%). La considerazione dello status professionale insieme all’inserimento nelle strutture ospedaliere, sono indicate rispettivamente dal 56 e dal 55% del campione*.
 
“Nonostante questo scenario, rispetto a cinque anni fa gli osteopati ritengono che siano migliorate sia le relazioni con i medici (per il 47%) che con gli specialisti (56%). Un dato che si attesta invece al 31% nel giudizio rispetto alle altre figure sanitarie – ha commentato Paola Sciomachen – e che rafforza lo spirito di questo Congresso che coinvolge professionisti provenienti da ambiti disciplinari diversi. Vogliamo porre le basi di una solida collaborazione in vista del nostro ormai prossimo ingresso nel sistema sanitario italiano”.

07 Giugno 2019

© Riproduzione riservata

Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse.  Aran: “Cifre diffuse non corrispondono alla bozza”
Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse. Aran: “Cifre diffuse non corrispondono alla bozza”

Prosegue il negoziato all'Aran per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità 2025-2027. L'incontro di oggi ha registrato alcuni avanzamenti sul testo, ma le principali organizzazioni sindacali continuano...

Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”
Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”

L'Aaroi-Emac esprime contrarietà all'emendamento 3.24 al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie, che propone di superare le incompatibilità previste dall'articolo 4, comma 7, della legge n. 412...

PSA. Filippini (Min. Salute): “Situazione in Toscana richiede attenzione. Rete IZS protagonista nel contrasto”
PSA. Filippini (Min. Salute): “Situazione in Toscana richiede attenzione. Rete IZS protagonista nel contrasto”

"L'aggravarsi della situazione della Peste Suina Africana in Toscana dimostra che l'attenzione su questa malattia deve rimanere alta. Al tempo stesso, è importante ribadire che la PSA non è una...

Farmacie pubbliche. Pieri (Assofarm): “È tempo del neomunicipalismo. Siamo pronti a guidare il cambiamento”
Farmacie pubbliche. Pieri (Assofarm): “È tempo del neomunicipalismo. Siamo pronti a guidare il cambiamento”

“In un’epoca in cui il welfare tradizionale appare drammaticamente frammentato, ridotto a una costellazione di bonus, interventi d’emergenza e logiche di welfare aziendale che faticano a ricomporre l’ordito della coesione...