Diabete. I pediatri: “Diagnosi precoce riduce il rischio di complicanze acute come la chetoacidosi”

Diabete. I pediatri: “Diagnosi precoce riduce il rischio di complicanze acute come la chetoacidosi”

Diabete. I pediatri: “Diagnosi precoce riduce il rischio di complicanze acute come la chetoacidosi”
La Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) ha definito un protocollo per la sua gestione, in “modo da evitare le temibili complicanze (0,15-0,3%) della chetoacidosi diabetica che vanno da conseguenze neurologiche gravi fino alla morte”.

“Il diabete è una malattia comune nell'adulto ma colpisce anche il bambino ed anzi e' la patologia endocrina più comune in pediatria. Si stima che in Italia siano presenti almeno 16000 bambini affetti da diabete e che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia. Da studi effettuati negli ultimi 10 anni circa il 40% (stabile in questi anni) dei bambini diabetici all’esordio presenta una temibile complicanza la chetoacidosi diabetica, che una volta instaurata richiede una attenta ed esperta gestione in ambito ospedaliero specialistico. La Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) ha definito un protocollo per la sua gestione, in modo da evitare le temibili complicanze (0,15-0,3%) della chetoacidosi diabetica che vanno da conseguenze neurologiche gravi fino alla morte, come purtroppo tuttora accade (Alessandro S. Salerno dicembre 2017 e Carla B. Parma maggio 2018) e come sembrava fosse accaduto nei giorni scorsi al piccolo Giulio, il bambino di tre anni morto nel vicentino, che dalle prime indiscrezioni sembrava essere deceduto in seguito a complicanze del diabete”. È quanto si legge in una nota a firma Stefano Cianfarani, Presidente SIEDP e Alberto Villani, Presidente Società Italiana di Pediatria.
 
“Il diabete – prosegue la nota – esordisce usualmente con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. L'esame delle urine e della glicemia permette di fare diagnosi: glucosio nelle urine e chetoni, glicemia elevata nel sangue. Tuttavia, a volte, le manifestazioni cliniche all'esordio della malattia sono complicate dalla presenza di altri sintomi o patologie concomitanti che confondono il quadro”. 
 
“La diagnosi precoce  – precisano gli esperti – è fondamentale e riduce moltissimo il rischio delle complicanze acute del diabete (chetoacidosi) conseguenti alla grave compromissione metabolica, presente per definizione all'esordio della malattia. Una procedura semplice ed efficace per fare diagnosi precoce è rivolgersi al pediatra ed eseguire un test di immediata risposta delle urine se il bambino beve e urina di più del solito. Alla stessa maniera chiediamo che a tutti i bambini che si presentano per una valutazione in un pronto soccorso pediatrico, accanto alla valutazione dei parametri rilevati di routine (pressione saturazione frequenza cardiaca etc), sia eseguita una glicemia capillare che permetterebbe il pronto riconoscimento della situazione”.
 
“Al momento – concludono – non è possibile prevenire il diabete dei bambini ma la chetoacidosi diabetica si! E’ importante che tutti i genitori vengano informati e proprio a questo scopo, la SIEDP, che riunisce e rappresenta i pediatri che in Italia sono specializzati nella cura del diabete, ha effettuato negli scorsi anni una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla diagnosi del diabete all'esordio e ne ha programmata una nuova per il 2020”.

06 Agosto 2019

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