Federazione Tsrm Pstrp: “Bene l’attenzione a medici e infermieri, ma il Governo non dimentichi le altre professioni sanitarie”

Federazione Tsrm Pstrp: “Bene l’attenzione a medici e infermieri, ma il Governo non dimentichi le altre professioni sanitarie”

Federazione Tsrm Pstrp: “Bene l’attenzione a medici e infermieri, ma il Governo non dimentichi le altre professioni sanitarie”
La Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione rivolge un plauso al Governo del Presidente Conte per la manifesta volontà di sostenere e rilanciare il Ssn e chiede al Ministro Speranza di intraprendere rapidamente il confronto con le professioni sanitarie

“Soddisfazione e speranza per il discorso alla Camera dei Deputati del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte”.
 
È quanto afferma Alessandro Beux, Presidente della Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm Pstrp).
 
“Nel discorso alla Camera dei Deputati di ieri il Primo Ministro, Giuseppe Conte, ha testimoniato –  spiega Beux – la volontà del Governo di intervenire a sostegno e rilancio del Sistema sanitario nazionale. Registriamo dunque con piacere e grande aspettativa gli interventi che lo consentiranno soprattutto per quel che riguarda l’annuncio del piano straordinario di assunzione di medici e infermieri. È innegabile che per sostenere e rilanciare la sanità del nostro Paese, sia in termini di sicurezza che di efficacia, è indispensabile assumere medici e infermieri; ma lo è altrettanto che il sistema socio-sanitario è più ampio e complesso di quello rappresentabile attraverso i soli medici e infermieri.  
 
Le professioni sanitarie sono 27 e chi ha intenzione di sostenere e rilanciare uno sviluppo armonioso del sistema sanitario deve pensare a ognuna di loro – prosegue –  comprese quelle praticamente assenti nel pubblico perché quasi esclusivamente attive nel privato o in libera professione ma non per questo esenti dal dover essere sostenute. Pertanto ci compiacciamo che ci sia la volontà di assumere medici e infermieri (ce n’è un gran bisogno!), ma non corriamo il rischio di farcela bastare.
 
Perché:
⁃ chi ha bisogno di prevenzione (vaccinazioni, sicurezza alimentare e dei luoghi di lavoro, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;
⁃ chi ha bisogno di diagnostica strumentale (radiologica e di laboratorio, valutazioni ortottiche e audiometriche, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;
⁃ chi ha bisogno di protesica (acustica, ortopedica, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;
⁃ chi ha bisogno di riabilitazione (fisica e psichica) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri.
 
Detto ciò – conclude Beux –  chiediamo al nuovo Ministro della Salute di intraprendere rapidamente il confronto con le professioni sanitarie affinché, insieme, si possa tradurre i buoni propositi di tutti in un’efficace cooperazione interprofessionale a tutto vantaggio delle persone assistite”.

10 Settembre 2019

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