Aggressioni al personale. In Consiglio regionale iniziative dai diversi partiti

Aggressioni al personale. In Consiglio regionale iniziative dai diversi partiti

Aggressioni al personale. In Consiglio regionale iniziative dai diversi partiti
Lettere, interrogazioni e mozioni da parte di Laura Corrotti (Lega), Rodolfo Lena (Pd), Giuseppe Simeone (Fi) e Massimiliano Maselli (NcI) e Chiara Colosimo, Fabrizio Ghera, Sergio Pirozzi e Giancarlo Righini per manifestare la propria solidarietà ai medici e chiedere alla Regione strumenti più efficaci per contrastare il fenomeno. Sostegno anche alla proposta della Cisl Medici Lazio e Roma/Rieti sulla costituzione automatica in parte civile di Asl e Regioni. I DOCUMENTI

Mozioni, interrogazioni, dichiarazioni e una lettera fatta recapitare dal presidente della Commissione Sanità, Giuseppe Simeone, al segretario della Cisl Medici Lazio Luciano Cifaldi per manifestare il proprio sostegno ai medici contro le aggressioni subito durante il loro lavoro, specialmente in pronto soccorso. E anche per sostenere la proposta del sindacato sulla costituzione in automatico come parte civile di Asl e Regioni nei casi di denuncia e processo degli aggressori.

I consiglieri in prima fila sono Laura Corrotti (Lega), Rodolfo Lena (Pd), Giuseppe Simeone (Fi) e Massimiliano Maselli (NcI) e Chiara Colosimo, Fabrizio Ghera, Sergio Pirozzi e Giancarlo Righini che ne hanno sottoscritto la mozione. A loro i ringraziamenti della Cisl Medici Lazio e della Cisl Medici Roma Capitale/Rieti, che contestano tuttavia come, “fatte salve le iniziative di quei consiglieri regionali” che “non si sono limitati ad una sterile solidarietà di facciata”, di fronte alle aggressioni ai medici ed agli altri operatori sanitari, “la politica continua nell’inerzia e nel silenzio”.

“Siamo convinti – scrivono in una nota Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio e Benedetto Magliozzi, segretario generale Cisl Roma Capitale/Rieti – che almeno questi consiglieri non ci lasceranno soli nel portare avanti una battaglia che è di civiltà oltre ad essere una battaglia per la tutela della incolumità fisica di ogni medico e di ogni operatore sanitario impegnato quotidianamente nella tutela della salute del singolo cittadino e della salute pubblica”.

“Lo ammettiamo – prosegue la nota del sindacato -, spiace constatare il silenzio di quanti, investiti di cariche pubbliche di tipo politico e gestionale, presenziano puntualmente ad ogni inaugurazione e non trovano il tempo di rispondere alle nostre istanze e di convocare il tavolo del confronto sindacale in materia. La categoria medica, i nostri iscritti sono stanchi, sfiduciati ed è grande il rischio di vederli anche demotivati. Anche per questo motivo il futuro del Servizio Sanitario pubblico ci appare a tinte fosche. Di tutto questo noi continueremo a parlare con i cittadini elettori anche adottando ulteriori iniziative di tipo non esclusivamente comunicativo con buona pace di quelle direzioni che in alcuni ospedali, come al S. Eugenio, hanno fatto sparire le bacheche sindacali”.

.Da parte sua il presidente della Commissione Sanità, Giuseppe Simeone, esprime l’intenzione di “mantenere alta l’attenzione sul fenomeno delle violenze in corsia” e spiega al sindacato essere a completa disposizione per eventuali iniziative che vadano nella direzione auspicata”. Da Simeone anche l’impegno a dare impulso all’attività dell’Osservatorio regionale, istituito da circa un anno fa, “da considerarsi strumento fondamentale per monitorare il fenomeno degli atti di violenza a carico degli operatori sanitari e le azioni intraprese per il suo contrasto”. “Nei giorni scorsi – fa sapere il presidente della Commissione – ho richiesto una convocazione urgente dell’Osservatorio, al fine di predisporre tutte le azioni possibili a tutela della sicurezza degli operatori sanitari della nostra regione”.

15 Ottobre 2019

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