“Nessun medico dovrebbe mai essere forzato a prender parte a procedure di eutanasia o suicidio assistito”. La risoluzione della World Medical Association

“Nessun medico dovrebbe mai essere forzato a prender parte a procedure di eutanasia o suicidio assistito”. La risoluzione della World Medical Association

“Nessun medico dovrebbe mai essere forzato a prender parte a procedure di eutanasia o suicidio assistito”. La risoluzione della World Medical Association
L’Associazione che rappresenta i medici di 112 Paesi prende posizione sul fine vita: “Il medico che rispetta il diritto fondamentale del paziente di rifiutare trattamenti medici, non agisce contro deontologia nel non mettere in atto o nell'interrompere tali trattamenti indesiderati al paziente, anche se tale atto esita nel decesso”.

Risoluzione della World Medical Association in cui riafferma la sua posizione contraria a eutanasia e suicidio assistito. “Nessun medico dovrebbe mai essere forzato a prender parte in procedure di eutanasia o suicidio assistito”.
 
“Il medico – si legge in una nota – che rispetta il diritto fondamentale del paziente di rifiutare trattamenti medici, non agisce contro deontologia nel non mettere in atto o nell'interrompere tali trattamenti indesiderati al paziente, anche se tale atto esita nel decesso”.
 
il Presidente della WMA, Dr. Frank Ulrich Montgomery, ha dichiarato: "dopo aver tenuto consessi consultativi che hanno coinvolto tutti i continenti, siamo convinti che il testo della risoluzione sia in accordo con la visione della maggioranza (Canada e Olanda si sono dimesse dalla WMA, erano anche in consiglio direttivo, a causa delle questioni etiche) dei medici del mondo"
 
La Risoluzione della WMA:
La WMA ribadisce il suo forte impegno nei confronti dei principi dell'etica medica e che deve essere mantenuto il massimo rispetto per la vita umana. Pertanto, la WMA è fermamente contraria all'eutanasia e al suicidio assistito da parte del medico.
 
Ai fini della presente dichiarazione, l'eutanasia è definita come un medico che somministra deliberatamente una sostanza letale o esegue un intervento per causare la morte di un paziente con capacità decisionale su sua richiesta volontaria. Il suicidio assistito da parte del medico si riferisce a casi in cui, su richiesta volontaria di un paziente con capacità decisionale, un medico abilita deliberatamente un paziente a porre fine alla propria vita prescrivendo o fornendo sostanze mediche con l'intento di provocare la morte.
 
Nessun medico dovrebbe essere costretto a partecipare all'eutanasia o al suicidio assistito, né nessun medico dovrebbe essere obbligato a prendere decisioni di rinvio a tal fine.
 
Separatamente, il medico che rispetta il diritto fondamentale del paziente di rifiutare il trattamento medico non agisce in modo non etico nel rinunciare o nel rifiutare le cure indesiderate, anche se il rispetto di tale desiderio provoca la morte del paziente.

26 Ottobre 2019

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